Cornovaglia, la storia del Minack Theatre e della sua ideatrice Rowena Cade (3°tappa)

Terzo giorno in Cornovaglia, il cielo è ancora grigio e minaccia pioggia. Ora sì che riconosciamo il tipico clima inglese! Ma siamo pronti: tiriamo fuori le cerate colorate che ci coprono testa e zaino e ci muoviamo verso la nostra nuova destinazione. Siamo ancora a Porthcurno, nella zona delle scogliere a picco sull’Oceano: seguiteci andiamo al Minack Theatre.

La nostra Daniela Tresconi al Minack Theatre

Quello che vogliamo scoprire non è semplicemente un luogo ma piuttosto la storia di una donna coraggiosa e intraprendente che grazie a una brillante intuizione ci ha lasciato in eredità un posto che non potremo mai dimenticare. Qualcosa di meraviglioso, così bello da togliere il fiato anche in una giornata di pioggia, come è accaduto a noi.

La mappa del Minach Theatre

Scendiamo lentamente i gradoni di pietra, ci troviamo in un canalone di roccia affacciato sull’Oceano Atlantico; qui Rowena Cade ha immaginato il luogo ideale in cui costruire un anfiteatro. Una visione fantastica realizzata più di cento anni fa da una donna che aveva scoperto un luogo dal quale far partire i sogni.

Una visuale del Minack Theatre, in Cornovaglia_Ph. Daniela Tresconi
Un’altra visuale del teatro_Ph. Daniela Tresconi

Approfittiamo della mostra interna al sito per scoprire di più della storia del luogo e della sua ideatrice.

Rowena Cade nacque nel 1893 nel Derbyshire, seconda figlia di una numerosa famiglia che viveva in condizioni piuttosto agiate.

Rowena Cade, la donna che immaginò e ideò il Minack Theatre_Ph. Wikipedia

Durante la prima guerra mondiale però le cose cambiarono, la famiglia fu costretta a vendere la casa a Cheltenham per trasferirsi a Lamorna in Cornovaglia, questa volta in una casa in affitto.  Rowena, tenace e intraprendente, riuscì presto a comprare un pezzo di terra per cento sterline e vi costruì la casa per lei e la madre rimasta vedova.

Amante da sempre del teatro, nel 1929 Rowena assistette all’opera Sogno di una notte di mezza estate che la colpì profondamente, tanto da decidere di portare la rappresentazione nel giardino di casa sua. Decise così di costruire un teatro, sfruttando il meraviglioso scenario naturale che regalavano le coste della Cornovaglia.

Così di buona lena e con l’aiuto di due uomini, in appena sei mesi costruì il palco e qualche posto a sedere, quanto bastava per mettere in scena la prima rappresentazione. Fu un successo, quel luogo  da quel momento fu chiamato Minack Theatre.

Durante i sette anni successivi Rowena continuò a lavorare all’ambizioso progetto, apportando migliorie e maggiori dettagli al teatro, e lo faceva occupandosi in prima persona dei lavori più duri come preparare il cemento o trasportare le pietre.

Con la seconda guerra mondiale il teatro fu danneggiato e momentaneamente reso inutilizzabile, ma nonostante ciò con la fine della guerra Rowena riprese a lavorare al suo ambizioso progetto, risistemandolo e decorandolo con cura per molti anni.

Quello che ci appare oggi è un luogo senza spazio e senza tempo, dove, tra i gradoni in pietra, crescono piante e fiori provenienti da ogni parte del mondo. Piante grasse e fiori rari che non potrebbero sopravvivere in un luogo a picco sull’Oceano, eppure intorno a noi tutto è uno sfavillio di colori e di profumi. Sole, pioggia e vento lavorano incessantemente per mantenere intatto un microclima tale da permettere la vita anche alle piante più delicate.

Non possiamo fare a meno di sederci su questi sedili in pietra e immaginare la fatica per realizzare un’opera d’arte di tale immensità, un sogno che solo la mente visionaria di una donna poteva concepire.

Risaliamo i gradoni per uscire portando impressi nel cuore il profumo e i colori di quel luogo, mentre le onde dell’Oceano si frangono impietose sugli scogli.

La vista che si gode dal Minack Theatre_Ph. Daniela Tresconi

Saliamo sul pullman in silenzio e lo rimaniamo per tutto il viaggio fino a St. Ives, la cittadina di mare sulle coste settentrionali della Cornovaglia, definita dal quotidiano inglese The Guardian come la miglior città rivierasca dell’Inghilterra.

Abbiamo scoperto un altro luogo particolare, in cui le maree battono il tempo e il ritmo della città. Quando l’Oceano si ritira e le barche restano in secca, St.Ives si trasforma in una cartolina bizzarra avvolta in una sorprendente luce. Diventata famosa per la pesca alle sardine, oggi è soprattutto un luogo in cui si ritrovano gli artisti, con un centro affollato e ricco di negozi, gallerie d’arte e sale da the.

Una bella veduta di St. Ives in Cornovaglia_Ph. Daniela Tresconi
Uno scorcio di St Ives, in Cornovaglia_Ph. Daniela Tresconi

Abbiamo deciso di pranzare qui, optando per un Cornish Tea: un’alzatina a tre piani che comprende piccoli sandwich salati, fette di torta e un tipico pane con burro e marmellata, il tutto innaffiato da un ottimo the inglese. Un pranzo completamente diverso per noi italiani ma ormai dovreste aver capito che noi dell’Ordinario cerchiamo sempre di calarci completamente nel luogo che visitiamo e, dunque, per oggi i rigatoni al sugo possono aspettare.

Il tipico Cornish Tea che abbiamo assaggiato per voi_Ph. Daniela Tresconi

Prossima tappa i ruderi del castello di Titangel, un altro luogo in cui la storia e la magia si sono fusi nel corso del secoli.

Intanto, se vi siete persi le altre tappe, nessun problema! Potete rileggerli a questi link:

TAPPA 2:

https://www.lordinario.it/luoghi/cornovaglia-alla-scoperta-di-saint-michaels-mount-gemella-di-mont-saint-michel-e-moltro-altro-2/

TAPPA 1:

https://www.lordinario.it/luoghi/in-viaggio-verso-la-cornovaglia-passando-da-stonehenge-e-salisbury-1/

 

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