Ha disegnato abiti per Fiorucci e per Versace, ha preparato il cappuccino e cucinato per Andy Warhol e ha venduto 15milioni di dischi: Loredana Bertè, una delle stelle più brillanti della musica italiana. La sua carriera però non è ancora finita, anzi. Prosegue a gonfie vele e, con l’entusiasmo di una ragazzina, a ottobre sarà ancora una volta in studio per registrare il nuovo album nel quale sicuramente non mancheranno le sorprese.
Nel pomeriggio di ieri Loredana Bertè si è raccontata al Caffè della Versiliana, dialogando con il giornalista e musicologo Paolo Giordano. Un’intervista inaspettatamente breve ma che al termine ha permesso ai presenti di stringerle la mano e farsi firmare la copia del nuovo libro fotografico ’50 volte Bellissima’, nato dall’idea della manager di Loredana, Francesca Losappio.

“Il privilegio è tutto mio – afferma Loredana – se non ci fossero loro, io non sarei qua”.. Il privilegio è quello di intrattenersi a salutare il pubblico che tanto la ama e che ieri ha riempito ogni spazio disponibile al Caffè della Versiliana, a sedere e in piedi.
Con i suoi capelli azzurri da Fata Turchina della musica, Loredana Bertè ricorda assieme a Giordano quando sul palco di Sanremo portò il pancione di una finta gravidanza. Una provocazione certo ma che negli anni è divenuta una delle immagini più iconiche di tutta la sua carriera.
“Io sono andata incinta a Sanremo, mi sono presentata così. Io penso che la donna quando è in stato di gravidanza è nel fulcro del suo splendore. Non è malata. È forte ed è una bomba.” All’epoca fu uno scandalo tanto che la sua casa discografica strappò il contratto: a Sanremo “Mi sono dovuta pagare anche l’albergo”.
Poi la rivincita. A Milano, vide per le strade numerose ragazze con la pancia finta a carnevale, ispirate alla sua apparizione sanremese.

Paolo Giordano le chiede un ricordo della Versilia e Loredana Bertè non ha dubbi: “Uno su tutti, Mina. Io e Mimì stavamo aggrappate così dietro un amplificatore alla Bussola”.
A New York, Loredana Bertè aveva imparato a utilizzare una macchina per il caffè che c’era nel negozio Fiorucci. Un giorno Andy Warhol entrò e le chiese un cappuccino, scambiandola per una commessa. Da quel momento nacque una frequentazione assidua.
Warhol tornava tutti i giorni. “Io cucinavo per Andy Warhol e tutti i suoi amici.”. E qual era il piatto preferito dell’artista americano? Chiede Giordano “Pasta al pomodoro e tonno e pollo alla birra”.
Loredana era la musa di Fiorucci che la voleva al suo fianco ogni volta che apriva un nuovo negozio ovunque nel mondo. Lei arrivava a bussare da lui con i disegni in mano dei vestiti che desiderava e lui li realizzava. Un po’ come faceva con l’amico Santo Versace.
Loredana è una donna che non ha mai avuto paura di essere sé stessa, di osare, mettersi in gioco ma un rimpianto ce l’ha e lo dice senza esitare: quello di non avere avuto un figlio.


