Coronavirus, Storie Ordinarie di quarantena (2). Elisa, in prima linea al banco di un supermercato

Elisa Cordovani

Elisa fa parte del nostro team L’Ordinario ma oggi, in tempi di emergenza coronavirus, rappresenta una di quelle categorie più a rischio che non può rimanere a casa perchè deve continuare a dare un servizio di prima necessità alle persone. Ogni giorno si alza, saluta il suo compagno –  a casa come molti altri  – e va “in prima linea”, dietro il bancone di un grande supermercato italiano.

Ecco il suo quotidiano.

Ciao Elisa, tu che fai la commessa in un grande supermercato, ti sei trovata all’improvviso e tuo malgrado, tra le categorie “in prima linea” in questa battaglia contro il coronavirus.
Come l’hai vissuta/stai vivendo?

“Come vivo questa situazione? È surreale, mi sento catapultata in un brutto film di fantascienza. Arrivare a lavoro, doversi preparare con i presidi di sicurezza e poi iniziare il proprio turno è una cosa stranissima. Vivo una moltitudine di sensazioni contraddittorie: paura, preoccupazione, orgoglio per il mio lavoro, maggiore vicinanza ai colleghi”.

Ci racconti una tua giornata tipo?

“Il supermercato inizia a vivere alle 6 del mattino, quando si entra nei vari reparti per preparare l’apertura, e continua le sue attività fino alle 21, quando si concludono le operazioni di chiusura. I turni cambiano di giorno in giorno e anche le mansioni, perché si adeguano alla situazione”.

Le persone come si comportano? Sono spaventate, superficiali, rispettano le regole, riescono a mantenere calma ed educazione? Che vi dicono, se vi dicono qualcosa?

“I comportamenti dei clienti sono variegati: c’è chi si comporta come se nulla fosse cambiato e continua normalmente a venire tutti i giorni nel supermercato. Costoro hanno un’enorme difficoltà a cambiare il proprio modo di fare la spesa. Tanti sembrano indifferenti al pericolo del contagio e non rispettano le regole di sicurezze adottate o comunque le sottovalutano. Altri ancora si sono lanciati nell’acquisto compulsivo e forsennato, temendo da un momento all’altro la reclusione forzata a casa”.

Tu e le tue colleghe avete paura?

“Certo, ho paura. Paura per me che posso rischiare il contagio, paura per chi mi aspetta a casa, paura per i miei colleghi. Mentre ti prepari per entrare in turno si cerca di scherzare un po’, di fare qualche battuta, ma negli occhi di tutti noi si scorge il timore e la preoccupazione”.

Come siete tutelate?

“Il supermercato dove lavoro, ma la grande distribuzione in generale, ha cercato di tenere il passo con i vari decreti e di essere in regola, sia sul fronte della sicurezza dei dipendenti che di quella di chi entra per fare la spesa. All’inizio esponendo la cartellonistica informativa sul Covid-19, sulle azioni anticontagio e sui numeri da contattare in caso di necessità. Dopo il secondo Decreto, nei negozi è stata approntata la cartellonistica per indicare le distanze da mantenere, come fare la spesa, come comportarsi ai banchi. C’è un messaggio registrato che ripete come comportarsi e c’è un presidio di dipendenti che controlla l’affluenza ed eventualmente consente solo entrate contingentate per evitare assembramenti. Ai dipendenti sono stati forniti gel antibatterico, guanti e mascherine, e da questa settimana verrà effettuato da ognuno di noi il turno unico”.

Ci racconti degli episodi particolari, se ci sono stati?

“L’episodio più particolare si è verificato qualche giorno fa. Contingentando le entrate può capitare che all’esterno del supermercato si formino delle file. L’altra mattina, alle 5.30, davanti all’entrata buia del negozio, c’era un signore con il carrello, in attesa. Un collega si è avvicinato dicendogli che l’apertura al pubblico era alle 7.30.Il signore con grande tranquillità ha risposto: ‘Si, lo so, non si preoccupi, io aspetto’”.

Quali sono i prodotti che la gente compra in quantità esagerata?

“I prodotti  in questo momento più richiesti sono gel per le mani, antibatterico e prodotti per la pulizia con azione disinfettante”.

Fornite anche servizio a domicilio?

“Come supermercato di una grande catena non effettuiamo consegne a domicilio. Il servizio è stato però istituito per questa emergenza in città come Firenze, per aiutare le persone anziane che hanno più difficoltà a spostarsi”.

Elisa, un’ultima cosa, vuoi lanciare un tuo personale messaggio a chi ci legge in questo momento?

“Ne vorrei mandare due di messaggi: il primo è di incoraggiamento e di affetto per tutti i lavoratori della grande distribuzione, ai quali dico di tenere duro e di non lasciarsi sopraffare dallo sconforto.

Il secondo è per chi ci legge: non sottovalutate il pericolo che si corre e restate a casa il più possibile. Chi di voi dovesse trovarsi in difficoltà tenga presente che sul territorio ci sono numerose associazioni che possono svolgere varie mansioni al vostro posto. Dalla spesa al pagamento delle bollette”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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