Il nostro Andrea ha provato per voi un’esperienza targata Brickscape, un nuovo modo di fare turismo (redazionale)

All’annosa questione: “Dove si va, e soprattutto cosa si fa in vacanza?” si può rispondere…
inventandosi un lavoro che ha a che fare con il turismo. Ma non il “classico” e, a tratti, noioso turismo!Tre parole lo riassumono: coinvolgente, immersivo e autentico!

Ė questa l’origine del motore di ricerca Brickscape (www.brickscape.it), fondato da giovani e
dinamici ragazzi, capitanati dalla vulcanica e instancabile Silvia Pinferi, specializzati nel turismo
esperienziale. In sintesi, ecco la loro filosofia: ti consento di cercare sul motore di ricerca, e a prezzi scontati, soggiorni e cene, ma ti aggiungo anche attrazioni e attività insolite, che ti consentano di vivere direttamente avventure, tradizioni, mestieri particolari, facendone appunto esperienza diretta e dando un altro sapore al tuo passaggio. Ecco, se già a questo punto del pezzo, ti è venuta voglia di fare esperienze nuove e individuare destinazioni affascinanti visita subito il sito Brickscape, ci sono tante proposte o soggiorni enogastronomici autentici! (https://www.brickscape.it/it_IT/categorie/turismo-enogastronomico/).

Abbiamo conosciuto Brickscape perchè è stata la media partner della XX Edizione Calici di Stelle 2019 a Carmignano, in provincia di Prato e, per l’occasione, ha organizzato, lo scorso 3 e 4 Agosto, un Blog Tour di due giorni, riservato a me, ormai  vostro inviato speciale (spero!), guidandomi alla scoperta delle bellezze di territori del Montalbano, accompagnandomi a Calici e facendomi conoscere la loro attività. (Attenzione!!, grazie alla collaborazione con il nostro Blog e alla partecipazione al Blog Tour Brickscape, puoi avere degli sconti anche TU.  Puoi scegliere l’esperienza in questa pagina (https://www.brickscape.it/it_IT/esperienze-di-viaggio-e-idee-originali/calici-di-stelle/) e scrivendo via mail a info@brickscape.it comunicando il codice n. 112, riceverai lo sconto del 15%! ).

Bene, e adesso vi raccontiamo com’è andato il nostro weekend!!

Il nostro Andrea Pannocchia durante una delle tante tappe a cura Brickscape

Tante le sensazioni provate nel weekend, a cominciare dalla bellezza sperimentata durante il soggiorno nella Tenuta di Capezzana, incastonata come un gioiello antico fra le colline di Carmignano e affacciata su un panorama da mozzafiato, caratterizzato dal verde inconfondibile della Toscana, dalle coltivazioni di vigneti e oliveti, dalle grandi città della piana che si scorgono, nelle giornate limpide, in lontananza. Capezzana è l’azienda biologica più importante del Comune di Carmignano ed anche la più antica.Qui ancora prima di tutti la nobile famiglia si adoperò per la salvaguardia della natura e trovò il modo di sfruttare l’enorme potenziale di questo territorio attraverso una esperienza millenaria e tanta ricerca.Si nota anche la mano di un’amministrazione che ha voluto intraprendere da qualche anno la strada della sostenibilità attraverso politiche come “Rifiuti zero” e il divieto assoluto all’uso di pesticidi e disinfettanti nelle aree verdi comunali, nell’ipotesi di arrivare a una totale conversione dell’agricoltura biologica dell’intero territorio.
A Capezzana è conservata una pergamena, rinvenuta nell’Archivio di Stato di Firenze e datata
804: si tratta di un contratto di affitto che documenta come già 1200 anni fa lì venissero coltivati
olivi e viti per la produzione dell’olio e del vino. Ma gli attuali proprietari, i Conti Contini
Bonacossi, vi giungono solo nel 1920. Nascono come collezionisti d’arte e, ancora oggi, una loro
raccolta di quadri di valore inestimabile è visitabile agli Uffizi, che le hanno riservato ben otto sale.
Ma è con l’azienda che la loro fama si è espansa al di fuori dei confini nazionali – a giudicare
dalla clientela internazionale – e che la famiglia, giunta ormai alla quinta generazione, proietta la
propria presenza sul territorio. L’attuale Tenuta di Capezzana, suddivisa in 3 fattorie e più di 120
poderi, è dedita alla produzione di vino e olio di grande qualità. Le più antiche bottiglie risalgono al 1925, a confermare il gusto per la collezione di cose belle, rare, buone.

 

 

A Capezzana si può fare la vita da agriturismo e godersi la confortevole piscina, dormendo in
ampie camere nelle quali si trova, come cadeau, un rosso della casa del 2018; oppure
celebrarvi banchetti nuziali; si possono visitare le cantine e il frantoio; si possono fare
degustazioni, che permettono di apprezzare un’ampia gamma di rossi, bianchi, rosati Doc e
Docg e la chicca del luogo, il Vin Santo, tutti pluripremiati a livello internazionale. Dal Vin Santo
deriva il wine bar (lo definiscono così, e non ristorante) “La Vinsantaia”, dove si gustano piatti
raffinati preparati, quando è possibile facendo ricorso al chilometro, anzi al centimetro, zero, dal
giovane chef Francesco, che con tenacia è passato in pochi anni da lavapiatti in un ristorante di
Londra a ideatore ed esecutore di ricette raffinate in un locale di alta qualità.
Ma, come abbiamo sperimentato di persona, si può fare anche di più: si può assistere a una
cooking lesson, aiutando Francesco a scegliere le zucchine, i pomodori e i peperoni nell’orto
biologico adiacente alla cucina, a cuocere il soffritto, a preparare l’impasto della patta fatta in
casa, a tirare la sfoglia e poi, con la macchinetta apposita, a ricavare le tagliatelle, piatto
centrale del pranzo del sabato assieme a un’interessante tagliata (la domenica invece siamo
andati di pesce, innaffiato da un intrigante Vin Ruspo).Tutte le attività sperimentate dal nostro
inviato, alla Tenuta di Capezzana, puoi cercarle su Brickscape in questa pagina:

(https://www.brickscape.it/it_IT/ricerca/risultati/?key=antiche+cantine&min=0&max=3500&fro=&to=&naz=&loc=Prato&reg=&lin=&ada=&order=rate&order-dir=desc&page=3

Il vostro inviato lo ha provato per voi, si è divertito e non ha perso alcun dito…
Provale anche te! Basta poco per vivere delle belle esperienze in questa cucina con il simpatico
e giovane cuoco Francesco!

Francesco-il-giovane-chef-della-Tenuta-Capezzana.jpg

A Calici di Stelle – un format diffuso in tutta Italia, ma in pochi luoghi così seguito e partecipato
come a Carmignano, grazie all’impegno del Comune e della Proloco, che mettono a
disposizione navette gratuite in partenza dalla piazza centrale, e di altre associazioni culturali di
Carmignano – si va per gustare piatti preparati dai ristoranti più rinomati della zona, ciascuno dei
quali offre due portate per provare ancora i vini della zona, con il battaglione di aziende
vitivinicole schierate come una falange macedone per soddisfare le richieste degli avventori.
Il successo di Calici di Stelle è dovuto anche alle numerose aziende presenti e alle bontà che
propone.


Le aziende vitivinicole che propongono le degustazioni del loro prodotto sono: Fattoria delle Ginestre, Fattoria Ambra, Capezzana, I Poderi del “Poggio dei Colli”, Tenuta di Artimino, Fabrizio Pratesi Winery, Colline San Biagio, Il Sassolo, Tenuta La Borriana, Podere Allocco, Castelvecchio,  Piaggia. In più come ospiti: Vaudano, Moncaro e Bonci.
Tanti anche i ristoratori con proposte gastronomiche locali: I Poderi del “Poggio dei Colli”, Ristorante Vallechiara, Spizzettando,Forno del pane e dei dolci sapori, Antica Osteria Dei Mercanti, Amici di San Giusto, Panificio Cafissi, Osteria I’Ficarello, Gastronomia “La Medicea” e Osteria la Borriana.

Non solo degustazioni. Calici di stelle permette di alzare lo sguardo per l’osservazione delle stelle con le spiegazioni degli esperti dell’Associazione Astrofili “Margherita Hack” che consente, con apposito telescopio, di vedere Giove.
Già, ma dove si va? Si va, anzi si sale, sulla Rocca, dove il panorama si fa ancora più ampio, la
visuale copre tre province e nelle giornate nitide si scorgono (ce ne accorgiamo tornandoci il
pomeriggio della domenica, e senza ausili alcoolici!) il Duomo di Firenze col Campanile di Giotto,
il Duomo di Prato, la Villa Medicea di Poggio a Caiano, e si arriva col “guardo”, che all’orizzonte
include e non esclude, persino a Pistoia. Prato, Pistoia e Firenze, le città che storicamente si
sono contese un bastione la cui storia inizia nel 1125 (durante i Calici la storia ti viene
raccontata da un appassionato cultore di storie locali), che per la sua imponenza domina il
territorio di Carmignano e che si caratterizza per le sue cinta murarie, per l’avvistamento, e per
l’orologio, detto “Il Campano”, che campeggia su una torre di origine medievale, come il resto
della struttura, ma fortemente restaurata nel 1912.

Carmignano ha tante frazioni e gli amici di Brickscape ne sfruttano ogni spazio per permetterti di
godere un’esperienza completa. A Seano, ad esempio, si può fare una bella passeggiata e
contemporaneamente ammirare, nel Parco Museo, la sculture di Quinto Martini, un artista a
tutto tondo del Novecento, ma soprattutto scultore, che con le sue opere in bronzo ha disegnato
un ideale cammino alla scoperta dei temi, dei luoghi, dei volti cari all’artista, osservatore acuto di
una realtà contadina fatta di gesti semplici, di sguardi intensi, di fatica quotidiana.
Altri musei, più tradizionali, si trovano nel borgo di Artimino, vicino alla celeberrima Villa “La
Ferdinanda” o “dei cento camini”, e a Bacchereto. Perché da queste parti ci sono stati i Medici, come testimoniano le numerose ville della zona, ma prima ancora ci sono stati gli etruschi.
Ad Artimino la Proloco di Carmignano in collaborazione con il Gruppo archeologico hanno
predisposto nel Blog Tour Brickscape, la visita guidata al Museo Archeologico “Francesco
Nicosia” che, nel cuore del Parco Archeologico di Carmignano, espone i reperti restituiti dal
territorio rispetto alla presenza di una civiltà, quella etrusca, di cui si trovano tracce sin dal VII secolo a.C. Molto suggestiva la divisione del museo su due piani, quello superiore, costituito dal “Mondo dei vivi” – che contiene i ritrovamenti dal sito fortificato della poco distante Pietramarina e di
Artimino, come elementi per filatura e tessitura, suppellettili, vasi di arredamento – e quello
inferiore, occupato dal “Mondo dei morti” e dedicato ai corredi funerari, spesso di altissimo
pregio, a testimonianza dell’alto livello socio-economico di una popolazione dedita ai fiorenti
commerci, provenienti da località limitrofe come Prato Rosello, Comeana, Grumolo.Museo interattivo, con video in italiano e inglese e possibilità di approfondire grazie al touch screen, ambienti confortevoli, guida impeccabile e molto simpatica, tanti i reperti di pregio da citare: per bellezza e importanza forse si impongono, ma è una scelta iper-opinabile, la Tomba del Guerriero di Prato Rosello e l’Incensiere di bucchero.

A Bacchereto il Complesso di Santa Maria Assunta ospita il piccolo museo delle Antiche
Maioliche. La visita del Museo deve essere prenotata all’Ufficio turistico della Proloco di
Carmignano, in questa pagina trovi i loro contatti (https://www.carmignanodivino.it/it/musei/ceramiche-di-bacchereto/) Si tratta di un complesso, in cui arriviamo la domenica mattina trovando come di consueto già tutto ben organizzato, in cui, come ci specifica la giovane guida, sono interessanti sia il contenitore che il contenuto. Il contenitore perché l’esposizione si trova nel cuore dell’antico borgo, in particolare nei locali delle ex cantine della canonica, che si trova poco distante; l’indagine storico-archeologica permette di far luce su ampi cenni della storia di questi locali, di quella dell’antico “Castello” risalente agli inizi del XII secolo e quelle di un edificio di culto preesistente all’attuale chiesa.
Il contenuto perché testimonia quanto fosse fiorente la produzione di maioliche fra il Trecento e
Quattrocento, e come fosse alta la qualità, al punto che molte venivano esportate in tutta la Toscana. A essere onesti, le ceramiche esposte provengono dallo scavo di una discarica di
fornace, fatta in località Novelleto, e disposta nel 1974 a seguito dello smottamento di un albero.
In sostanza, lì venivano buttate le produzioni venute un po’ peggio, anche se a occhio nudo non ci
se ne accorge. Gli apprezzamenti più alti vanno al manufatto più caratteristico delle botteghe locali, la cosiddetta Ciotola Bacchereto. Oggi è rimasto solo un artista, in paese, a vivere di questo lavoro, le tradizioni si sono un po’ perse e, già nel corso dei secoli, la cultura della ceramica si è spostata nella non lontana Montelupo Fiorentino, ma resta forte l’attaccamento alla storia e, chissà, la voglia di riprenderla in mano e di farla tornare a essere fonte di ispirazione.
Questa, del resto, è un po’ una costante, e una sfida, di tutto il territorio di Carmignano e del
Montalbano, per come abbiamo imparato a conoscerlo nel corso di due giorni intensi e ricchi di
suggestioni.

Il passato riempie l’anima, spinge a conservare, collezionare, restaurare, porta a preservare e a riaffermare stili di vita; ma è la spinta verso il futuro a rendere tutto questo un intelligente
business e un potente fattore di promozione verso il mondo.
In fondo, il turismo esperienziale è tutto qui. Ma non è poco.
Come ci hanno insegnato gli appassionati e competenti amici di Brickscape.

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