Carnevale di Viareggio 2026: satira, salmastro e coriandoli

Sabato 1° febbraio, con una luce che pare anticipare la primavera, i Viali a Mare si riempiono fin dalle primissime ore del pomeriggio. Famiglie, bambini sulle spalle vestiti da orsacchiotti e fatine, coriandoli che volano prima ancora dell’inizio ufficiale. Il Carnevale di Viareggio 2026, alla sua 153ª edizione, si prende la scena senza chiedere il permesso. L’irriverenza a Carnevale è d’obbligo.

Alle 15 in punto, il triplice scoppio del cannone rompe l’attesa, la Burlamacca sale verso il cielo e la città trattiene il fiato: inizia il mese più atteso perchè si sa, a Viareggio si fa festa a Natale, a Pasqua e per il Santo Carnevale.

I Samurai del potere: la satira che centra il bersaglio

Il primo carro a sfilare è quello di Luigi Bonetti: “I Samurai del potere”. Sul viale compaiono Trump, Putin e Xi Jinping, trasformati in guerrieri orientali contemporanei, imponenti e minacciosi. La risata si mescola alla riflessione ed è proprio una delle cifre stilistiche di uno ei carnevali poiù belli del mondo.

“999”: quando la cartapesta parla di pace

Tra i carri più attesi c’è quello di Carlo e Lorenzo Lombardi, vincitori lo scorso anno con La Papessa.
Con “999” provano a restare in vetta, scegliendo una strada intensa e poetica. Il carro si ispira alla storia di Sadako Sasaki, simbolo universale di pace e speranza. In mezzo al frastuono della festa, arriva un messaggio silenzioso ma potentissimo: la pace è fragile, ma non va mai dimenticata. E quella gru di carta che farebbe arrivare a 1000 le 999 già realizzate, manca sempre come manca la pace.

La Gallina dalle uova d’oro: quando l’ironia diventa graffiante

Fa discutere, e non poco, “La gallina dalle uova d’oro” di Alessandro Avanzini. Al centro la gigantesca gallina robotica, dietro la cui maschera si cela Ursula von der Leyen. Le uova non sono promesse di vita, ma armi e strumenti di morte. La pace, chiusa in gabbia, ridotta a uno scheletro, osserva impotente. Cambiano gli slogan, ma a pagare è sempre il popolo.

Satira amara e momento di profonda riflessione a colpi di colore con Fabrizio e Valentina Galli che propongono ‘Native American Return’. Con la nuova Era Trump basta poco a cancellare i diritti conquistati fino al momento ma a riportare l’equilibrio del tempo che fu, ci pensano i Nativi Americani, custodi di una memoria che non può essere dimenticata.

Illusioni, fiabe e roulette del destino

Con “Nel campo dei miracoli”, Jacopo Allegrucci ci porta in un mondo luccicante fatto di promesse facili e sogni venduti a saldo. Il Gatto e Volpe sorridono ma dietro ogni moneta offerta c’è sempre una trappola. Il vero miracolo è la fatica, non la scorciatoia.

Sorprende per delicatezza “In bocca al lupo” di Luca Bertozzi: il grande lupo bianco di Cappuccetto Rosso diventa simbolo di coraggio, della forza di affrontare le proprie paure.

Potente e cupo “Gran Casino. Rien ne va plus” di Lebigre e Roger: il mondo è una roulette e il Diavolo fa da croupier. I potenti del mondo giocano alla guerra e l’intera umanità non è altro che una fiche sulla roulette.

Il Carnevale di Viareggio è anche un momento per vivere appieno il preente come ricorda il carro di prima categoria “Io vivo in questo momento” di Roberto Vannucci. Qui la cartapesta si fa carezza: una grande donna che lavora a maglia, due cagnoloni felici che scodinzolano. Un invito semplice e potentissimo: vivere l’adesso.

Il Carnevale continua

Dopo il debutto del 1° febbraio, il Carnevale di Viareggio 2026 tornerà ad animare i Viali a Mare:

  • Sabato 7 febbraio

  • Giovedì 12 febbraio – Giovedì Grasso

  • Domenica 15 febbraio

  • Martedì 17 febbraio – Martedì Grasso

  • Sabato 21 febbraio, gran finale con la proclamazione dei vincitori

A Viareggio la festa è appena cominciata.
Tra risate, maschere e carri che parlano al mondo, il Carnevale ricorda a tutti una cosa: si può sorridere, pensare e sognare allo stesso tempo.

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