Il Palio del Golfo raccontato da Angelo Majoli

A bordo della goletta Pandora, il borgataro Angelo Majoli si sente a casa. L’acqua è l’elemento naturale con il quale ha più confidenza. Tanto è abituato al rollio delle onde che la terra ferma lo fa barcollare come quei marinai d’altri tempi che rimanevano in mare per mesi e mesi.

I cento anni della storia del Palio del Golfo Angelo li conosce a menadito ma, d’altro canto, è nipote d’arte. Suo nonno del quale porta con orgoglio nome e cognome, fu l’ideatore di quella che è diventata la consolidata tradizione che ogni anno vede contendersi l’ambita vittoria da parte dei 13 equipaggi delle borgate, a bordo delle lance.

In occasione del 100° anno del Palio del Golfo, nel contesto delle celebrazioni ‘Pal100!’ organizzate dal Comune de La Spezia, dal Comitato delle Borgate e coordinate da Italian Blue Growth, Pandora è salpata portando alcuni giornalisti a vedere via mare tutte e 13 le borgate che la prima domenica d’agosto disputeranno la gara del centenario.

Noi eravamo lì, in compagnia della mascotte a quattro zampe Gancio e di Angelo Majoli. 

Come è nato il Palio del Golfo

Quello che ho capito a bordo della Pandora è che il Palio non è una semplice gara ma uno stile di vita. Tutta la collettività si impegna e fatica tutto l’anno per raggiungere l’obiettivo sperato. Ci sono gli equipaggi a bordo delle lance ma, alle loro spalle, l’intera comunità li supportano in ogni modo possibile. Tra le borgate esiste una fervente competizione e qualche volte scappa pure una parola di troppo ma l’adrenalina in circolo è sempre tanta. Finita la gara e dismessi i propri colori, ogni borgata si rimette al lavoro per l’anno venturo, cercando sempre di migliorare e provando a imparando da chi ha fatto meglio durante l’ultima edizione del Palio.

Il Palio del Golfo, così come è conosciuto oggi, è nato nel 1925 da un’idea di Angelo Majoli, personaggio simbolo della competizione ma soprattutto della Borgata Marinara di Canaletto. Tutto è nato un po’ per sfida e un po’ per svago, come racconta il nipote, dal duro lavoro dei muscolai.

Chi lavorava agli allevamenti di mitili si spostava costantemente in barca a remi. Dalla zona del Canaletto la gente attraversava le acque vogando a bordo delle lance. Dove oggi c’è la nave gassiera della Snam, un tempo sorgeva uno dei più proficui muscoleti. Chi al rientro a casa riusciva a tornare prima remando, era sicuro avrebbe venduto il pescato della giornata, riuscendo a guadagnare qualcosa in più per la famiglia.

Di acqua sotto i ponti da allora ne è passata tanta e da quelle sfide fatte alla buona, il Palio del Golfo è stato codificato e oggi ha regole alle quali tutti devono rigorosamente attenersi.

Mentre Angelo ci racconta del nonno creatore del Palio e del suo essere stato il primo timoniere più piccolo della storia della competizione, la goletta Pandora si muove con lentezza tra un paese e l’altro.

Le borgate del Palio del Golfo

Da Levante a Ponente osserviamo tutte da terra, o quasi, le tredici borgate. Qualcuna nel corso degli anni è rimasta alle spalle degli accessi al mare della Marina Militare o della zona industriale ma continua con costanza a partecipare al Palio.

Mentre ascoltiamo Angelo Majoli che racconta lo sforzo muscolare fatto dai vogatori, davanti alla goletta assistiamo a un gruppo di moto d’aqua che senza rispettare alcuna regola, fanno un po’ come gli pare. Andare in mare però è come guidare in auto ma senza corsie: non è possibile fare ciò che si desidera senza non tener conto della serie di normative dettate dal Regolamento Internazionale.

Il porto della Marina Militare a La Spezia divide le borgate in due gruppi principali: quelle a Ponente a sinistra del porto e quelle a Levante a destra, in direzione di Lerici.

Le borgate a Ponente sono Portovenere, Le Grazie, Fezzano, Cadimare, Marola, Canaletto e Fossamastra mentre quelle a Levante sono La Spezia Centro, Muggiano, San Terenzo, Venere Azzurra, Lerici e Tellaro. 
Ciascuno di questi borghi ha la sua storia, le proprie peculiarità ma una cosa li accomuna tutti quanti: l’odore del mare e il Palio dei Golfo.

 

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