Il 19 febbraio 2026, dentro le mura monumentali della Fortezza da Basso, è andata in scena una delle giornate più attese dal mondo del vino: Chianti Lovers & Rosso Morellino.
Niente pubblico, niente wine lover. La manifestazione infatti è stata riservata esclusivamente ai giornalisti. Grandi tavolate per le degustazioni, quest’ultime concentrate dalle 9.00 alle 18.00, con conferenza stampa fissata alle 11.00 come pausa istituzionale tra una degustazione e l’altra.

Oltre 120 etichette in degustazione: maratona enologica
I numeri parlano: in degustazione c’era una proposta di oltre 120 etichette. Il Consorzio Vino Chianti ha portato 56 aziende con ben 105 etichette di Chianti D.O.C.G., mentre il Morellino di Scansano si è presentato con 13 aziende con 22 etichette in totale.
Le nuove annate in uscita nel 2026 erano le vere protagoniste: Chianti D.O.C.G. Annata 2025, Chianti Superiore D.O.C.G. 2024 e Chianti D.O.C.G. Riserva 2023, accanto al Morellino di Scansano Annata 2025 e Riserva 2023. Un viaggio completo dentro le diverse anime della denominazione, tra freschezza, struttura e quella prerogativa toscana di evolversi pur rimanendo sempre riconoscibile.
Il presidente del Consorzio, Giovanni Busi, ha ribadito quanto il confronto diretto con la stampa specializzata sia fondamentale per raccontare correttamente l’identità del Chianti e la sua evoluzione sui mercati. A Chianti Lovers & Rosso Morellino si decide anche come il mondo parlerà di queste bottiglie durante i prossimi mesi

Degustazione stampa: sopravvivere con stile a 120 calici
Davanti a 120 etichette, l’istinto suggerirebbe di provarle tutte. Il palato, però, suggerisce moderazione. Dopo un gran numero di assaggi le papille gustative, nonostante l’acqua frizzante e il pane per pulirsi la bocca, iniziano a far confusione. Mi sono limitata così a degustarne venti, scegliendole per categoria. Una selezione ragionata con qualce colpo di fulmine.
Tra i vini che mi hanno conquistata c’è il Chianti Rufina D.O.C.G. Riserva 2023 di Borgo Macereto, aromatico, elegante, con una trama tannica gentile che accarezza più che graffiare. Un vino che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ricordare.
Di tutt’altro temperamento il Chianti Superiore D.O.C.G. 2024 dell’Agriturismo Campo del Monte, più deciso, persistente, strutturato. È probabilmente quello che ho preferito in assoluto: carattere netto, energia e una personalità che resta impressa anche dopo diversi assaggi. Glorioso.
Molto convincente anche il Chianti D.O.C.G. 2025 di Castelvecchio, centrato e rappresentativo dell’annata, così come il Chianti D.O.C.G. Riserva 2023 di Sensi 1890, equilibrato e profondo, con quella sicurezza tipica delle riserve ben costruite.

Chianti Colli Senesi e Montespertoli: identità che si fanno notare
Sul fronte Chianti Colli Senesi D.O.C.G. Riserva 2023, per me il migliore è stato quello di Tenuta Casabianca. Strutturato ma armonico, con un finale lungo e coerente, capace di raccontare il territorio e la mano del produttore già dal primo sorso.
Notevole anche il Chianti Montespertoli D.O.C.G. Riserva 2023 di Casa di Monte, identitario e vibrante, con quella riconoscibilità territoriale che rende Montespertoli sempre più interessante nel panorama della denominazione.
Morellino di Scansano: il lato più solare del Sangiovese
Le 22 etichette di Morellino di Scansano hanno offerto un contrappunto intrigante, più mediterraneo e avvolgente. Se il Chianti gioca spesso sull’equilibrio tra freschezza e struttura, il Morellino aggiunge calore e immediatezza con una complessità tutta sua.
Il risultato? Un’anteprima che conferma come il Chianti sia una denominazione viva, dinamica, capace di rinnovarsi mantenendo un legame fortissimo con il territorio.
E mentre fuori dalla Fortezza la città scorreva ignara sotto una pioggia battente, al suo interno calice dopo calice, si degustavano e raccontavano i vini toscani che troveremo sugli scaffali e nei ristoranti nel 2026.
Noi de L’Ordinario li abbiamo assaggiati in anteprima, con rigore professionale, naturalmente. O almeno ci abbiamo provato.

