Cortenera, un vino che racconta la tradizione “dentro” un design d’avanguardia

cortenera vino

Sulle colline di Gambellara, tra Vicenza e Verona, c’è una cantina dalla filosofia inedita per le scelte produttive e architettoniche messe in campo. Una cantina dal basso impatto ambientale e dal notevole risparmio energetico.
Si tratta di Tenuta Ballast che produce i suoi “Cortenera” Extra Brut, Cuvée Ginevra e Durello Riserva in una moderna struttura letteralmente scavata nel monte, capace di integrarsi e mimetizzarsi con il paesaggio circostante. Un vino davvero speciale, “profumato” dal basalto, come scopriremo. Gianluca Ferrari, classe ’69, è il fondatore di questa realtà dal 2012. Il suo obiettivo è sempre stato quello di ottenere il meglio a livello di vini, di tecniche enologiche, di struttura produttiva e conservativa dai vitigni di proprietà della famiglia. (https://www.cortenera.it/)

Tenuta Ballast
Tenuta Ballast, perfettamente integrata nella collina
Tenuta Ballast
Tenuta Ballast, particolare interno
Tenuta Ballast, Gambellara, particolare interno

La particolarità di questo vino ruota attorno al basalto, roccia basica di cui il territorio di Gambellara è ricco. I basalti colonnari della zona rappresentano, infatti, una vera unicità dal fronte vulcanologico e conferiscono ai vini qui prodotti l’inconfondibile sapore minerale. Il basalto nero lo ritroviamo nella corte della cantina, da cui prende il nome il marchio registrato Cortenera, nell’appellativo Ballast della tenuta (basalto in tedesco), nel logo dei vini che ritrae una poiana, uccello rapace tipico della zona, stilizzata attraverso l’uso di schegge di basalto, dalla caratteristica forma di colonne prismatiche esagonali.

L’altro elemento fondamentale che si lega la basalto è la moderna cantina ipogea, incastonata nel monte e sviluppata su due piani di forma esagonale, un ulteriore richiamo alla morfologia del basalto: all’interno nessun angolo è retto, ma tutti sono inclinati per meglio sfruttare, dal punto di vista statico, le spinte dal terreno. A firmare il progetto della cantina lo studio Pagliarusco Architetti associati di Montecchio Maggiore (VI). “Dopo un sopralluogo, ho appurato che l’unico modo per realizzare l’edificio era “rubare” il terreno al versante in salita verso il monte, disporre la cantina dentro di esso e recuperare la terra scavata per ricoprirla e assicurare un risparmio energetico importante per l’estate, quando si va a condizionare l’ambiente” spiega l’architetto Enrico Pagliarusco. A livello materico sono stati impiegati pochi, ma ben definiti materiali: il cemento armato, l’acciaio corten e il legno di rovere per gli arredi, le cui doghe trapezoidali citano quelle delle botti. “C’è un instancabile richiamo tra architettura, vino e barrique – aggiunge l’arch. Pagliarusco -. Ho disegnato poco, non ho mai voluto eccedere. Non si tratta di un design semplicistico, ma essenziale, uno stile che tende a levare piuttosto che aggiungere, e che altro non fa che seguire la filosofia del vino di Gianluca. La stessa scelta dei materiali va in questa direzione: non sono particolarmente ricercati, ma veri, “di terra”.

Gianluca Ferrari, tenuta Ballast, Gambellara
Gianluca Ferrari, tenuta Ballast, Gambellara

Questa cantina dall’architettura moderna è l’involucro ideale per contenere la storia di Gianluca Ferrari, ovvero il recupero del Metodo Classico che vanta una produzione a partire da vitigni autoctoni del territorio: il Garganega e la Durella. E per capire di più di questo progetto così particolare abbiamo intervistato proprio Gianluca Ferrari, titolare di Tenuta Ballast:

Gianluca, benvenuto.  Il tuo è un progetto che mette insieme Design e Vino della tradizione classica: un binomio prepotentemente futurista potremmo dire… Come nasce tutto questo?
Nasce dalla volontà di innovare la tradizione tramite l’uso di tecnologie moderne, ma rispettose della coltivazione di un vigneto antico.

E’ vero che i vostri vitigni risalgono addirittura al 1650? Come li avete “tramandati” nel tempo, come vi siete presi cura di loro visto che ogni qualche decade hanno bisogno di rinnovarsi?
Sì, i terreni sono di proprietà della famiglia Ferrari dal 1650, ma sono stati coltivati a vigneto a partire dall’inizio del 1950.

Rispetto alle altre aziende vinicole, voi avete, oltre a quello che ci siamo già detti, anche un ulteriore ingrediente vincente: il basalto. Ci raccontate come e quanto influisce sul sapore e profumo del vino?
Il nostro terreno di roccia scura dona al vino la sua tempra, il suo sapore minerale, ne ravviva la naturale acidità e lo rende gustoso, sapido e… saporoso.

Vi salutiamo con la nostra domanda di rito: che cosa è stra-ordinario nel vostro lavoro quotidiano?
La volontà di mantenere la tradizione “ordinaria” donandole la modernità “straordinaria”. Abbiamo strumenti moderni per produrre vini antichi. La tecnologia serve solo per perfezionare certi passaggi e lavorazioni, ma non dimentichiamo la bellezza della raccolta a mano, la lentezza dell’assaggio, l’attesa dei tempi di maturazione…

Il Cortenera è un vino antico che rispetta tempi, sistemi, modi e valori tradizionali, prodotto in una cantina all’avanguardia e altamente tecnica: un impianto di domotica permette il costante controllo a distanza della temperatura delle diverse stanze (cisterne, zone di lavorazione, zona sosta delle bottiglie), una rigorosa attenzione alla pulizia dell’ambiente tutela la salubrità del prodotto, così protetto da possibili contaminazioni microbiologiche, l’utilizzo di cemento, corten e legno ne fanno una struttura sostenibile e a basso impatto ambientale, visivamente ed energicamente parlando.

Per contattate l’azienda: Tenuta Ballast – Via San Marco, 41 – 36053 – Gambellara (VI)

https://www.cortenera.it/  

 

 

 

Condividi questa pagina:

lascia un commento