Il crollo del Ponte Morandi visto dai bambini della scuola Arcola Ponte di Spezia

I bambini, grazie allo splendido lavoro fatto dalle maestre, hanno partecipato al concorso “Genova nel cuore”, guadagnandosi una menzione d’onore con il loro disegno.

«Il ponte si è spiccicato!»

Così i bambini della scuola primaria di Arcola Ponte in provincia della Spezia, hanno raccontato la tragedia del crollo del Ponte Morandi. Con le parole semplici, quelle che non esistono sul vocabolario ma che rendono perfettamente l’idea e ci fanno comprendere che la sensibilità dei bimbi va oltre la loro età anagrafica, nasce dal cuore e spesso hanno bisogno di raccontare le loro paure per non farle diventare fobie. Noi dell’Ordinario siamo andati in quella scuola per incontrarli e chiacchierare un poco con la coordinatrice del plesso e farci raccontare come è nata l’idea di affrontare un tema così delicato. Ci accolgono festosi, come sempre accade nelle scuole, siamo la novità, l’interlocutore al quale mostrare il proprio disegno o far vedere i giocattoli dell’aula, il profumo è sempre quello: un misto di colle, colori, cibo, merende e bambini.

«La tragedia del Ponte Morandi non può rimanere fuori dalle aule scolastiche, è un evento enorme ma il mondo è anche fuori dai libri e ogni occasione, anche quella più catastrofica, serve per crescere. Tutti insieme.» Questo lo spirito che ha spinto le insegnanti della scuola primaria di Arcola Ponte a partecipare al concorso “Genova nel cuore”, bandito dalla direzione generale per lo studente del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con la collaborazione della Regione Liguria, concorso per il quale sono arrivati circa 1.400 lavori dalle scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia. Il disegno realizzato dalla scuola di Arcola Ponte è stato insignito della menzione speciale.

Ecco che cosa ci hanno raccontato le maestre di Arcola Ponte sul progetto:

Come si può affrontare con bambini dai tre ai cinque anni un disastro che ha segnato e segnerà per lunghissimo tempo la storia di Genova? Era il caso di affrontarlo?

La risposta del corpo docente della scuola è stata affermativa. “Si tratta – spiega la coordinatrice di plesso Daniela – di una sorta di «rielaborazione» del trauma a livello collettivo, ma anche un percorso di condivisione di stati d’animo, paure, ansie, dolori ed emozioni che sarà utile per tutti, grandi e piccini. Questa è la funzione sociale dell’istruzione, oltre a quella meramente didattica”.

Come si è arrivati al prodotto finale?

L’elaborato nasce degli spunti e interventi spontanei dei bambini, che sono stati coinvolti in una conversazione su quanto accaduto. Nonostante la tenera età – ricordiamo che i più grandi hanno cinque anni – hanno dimostrato di possedere un grande senso naturale di comunità e solidarietà. Siamo partite parlando del telegiornale, per scoprire se i bambini sapevano di che tipo di programma televisivo si trattasse. Le loro risposte sono state sorprendenti e noi le abbiamo trascritte proprio così come uscivano dalle loro bocche: «Il telegiornale è una cosa che fanno vedere le cose che sono successe», «tipo le allagazioni, gli scontri e come il Ponte di Genova». In questo modo abbiamo compreso che sapevano quello che era accaduto e li abbiamo coinvolti in una discussione alla quale hanno partecipato attivamente, raccontando tutto quello che avevano percepito. Così è nato il nostro disegno dal titolo «L’unione fa la forza», una piramide umana composta da tanti piccoli bambini che utilizzando i pezzi del Lego, ricostruisce il ponte crollato. I bambini sono imbattibili quando trasferiscono sulla carta le loro emozioni, è il loro modo per far uscire quello che hanno dentro, hanno disegnato il loro «Ponte per il futuro». E comunque i bambini sanno sempre sorprendere. Hanno un atteggiamento positivo, propongono strategie risolutive. Quando sanno che i grandi li tengono per mano e sentono di potersi appoggiare, allora affrontano tutto con serenità. E’ anche in queste occasioni che si rafforzano. Nel provare emozioni, anche se qualche volta ci sono sofferenze, sviluppano il loro carattere.

 

2 Comments

  • Ma che bravi!!! Penso che noi adulti dovremmo cogliere tutte le cose buone che questi piccoli ci trasmettono.

    • Incontrarli e vedere il grande lavoro che hanno fatto è stata per me un’esperienza entusiasmante. Concordo con te, dobbiamo imparare molto dai bambini

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