Retignano, Sabina Federigi racconta l’anima delle Apuane

Sembrava un sabato pomeriggio qualsiasi quelli di ieri 3 ottobre. È bastato però arrivare a Retignano, respirare l’aria frizzantina fresca di montagna per lasciarmi alle spalle il rumore della pianura per comprendere di essere in una dimensione sicuramente diversa e, senza forse, migliore.

Retignano, frazione del comune di Stazzema, è circondata da boschi di castagni e dalle Alpi Apuane. La meta era l’Azienda Agricola Il Castello, in località Pian di Scala, di Simone Battistini. Un luogo suggestivo, ideale per accogliere le fotografie di Sabina Federigi, fotografa che vive nel piccolo paese di Gallena e che ha scelto di raccontare due realtà della montagna versiliese attraverso uno sguardo attento, concreto  e con un pizzico di nostalgia.

Le sue immagini hanno trovato una perfetta collocazione tra i dipinti e le sculture di Alfio Bichi, un pianoforte scordato e in quella che un tempo nemmeno troppo remoto è stata una stalla.

Il profumo del legno, del vino buono, i colori dell’autunno che comincia a farsi sentire e l’odore delle castagne cotte sul fuoco hanno fatto da cornice ai preziosi scatti. La mostra fotografica ‘Agrosfera’ in questo luogo finisce per coinvolgere tutti i sensi, nessuno escluso. Ma d’altro canto la vita di montagna è quella e non esclude niente e nessuno.

Due luoghi e una montagna da raccontare

La mostra fotografica di Sabina Federigi fa parte di “Agrosfera – Storie di tradizione e innovazione”, il progetto nazionale FIAF dedicato al rapporto tra territorio, agricoltura, saperi e futuro.

Il suo lavoro, che ha ricevuto il riconoscimento FIAF M53-2026, si concentra su due luoghi simbolo: il Mulino del Frate di Pruno e il Metato di Retignano.

Due realtà ancora attive dove la manualità ancora ha un valore imprescindibile e dove le antiche conoscenze continuano a essere utilizzate.

Sabina li osserva senza trasformarli in cartoline del passato. Il suo obiettivo entra negli ambienti, si ferma sugli strumenti, segue il lavoro e cerca ogni dettaglio capace di raccontare le persone che quei luoghi li vivono quotidianamente. I suoi scatti raccontano mani, gesti, materia, spazi e descrive volti.

Insomma, racconta a chi osserva il sapere antico che ancora trova spazio nel presente senza effetti speciali. L’effetto più sorprendente è proprio la naturalezza.

Una pergamena per dire grazie

Nel corso della giornata Sabina ha voluto consegnare una pergamena di ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita del progetto: un gesto che racconta bene lo spirito dell’iniziativa di condivisione.

Dietro una mostra ci sono sempre tante persone come quelle che mettono a disposizione uno spazio ma che anche chi collabora, chi aiuta, chi sostiene l’idea e chi decide di esserci.

Tra i presenti anche Anna Guidi, assessore alla Cultura del Comune di Stazzema, a sottolineare il valore di progetti come questo che mettono in relazione cultura, territorio e comunità.

Arrivano le mondine

A un certo punto, però, la fotografia lascia spazio ai sapori del territorio. Simone Battistini si mette al lavoro e sul fuoco arrivano le mondine, o come dicono in pianura, le caldarroste.

Il racconto visivo diventa olfattivo e gustativo: difficile immaginare una conclusione migliore.

Alla fine, rimangono le foto negli occhi e nel cuore assieme all’atmosfera di un luogo, alle persone incontrate, i racconti ascoltati, un bicchiere di vino condiviso e le mani impegnate a sbucciare le mondine ancora calde, annerite dalla buccia bruciacchiata, così come dev’essere.

Retignano, per qualche ora, diventa un crocevia di immagini, sapori e storie.

“Agrosfera – Il Metato di Retignano – Il Mulino del Frate di Pruno” sarà visitabile fino al 25 ottobre 2026 presso l’Azienda Agricola “Il Castello”, località Pian di Scala, Retignano.

Se decidete di andarci mettete in conto di perdervi tra le bellezze delle storie fotografate e di tornare a casa con il profumo delle castagne addosso.

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