Matrimoni e coronavirus: seconda lettera aperta (ancora semiseria) alle future spose

Care future spose sull’orlo di una crisi di nervi, tra il terrore da DPCM e la grettezza tipica di quel parentame, variamente assortito, che vi sussurra ogni momento “Poverina, ancora non si sa nulla? O che dovrai rinviarlo di nuovo? (detto alla toscana)”.
Vi parla una futura sposa con all’attivo già un primo rinvio e come sempre non offre soluzioni, non offre magie, ma solo un piccolo spazio per raccontarsi e sfogarsi: L’Ordinario è fatto anche di queste bellissime storie, di coraggio, amore, perseveranza! Commentate l’articolo, scrivetemi, raccontatemi come state vivendo questo momento come già avete fatto nel mio primo articolo che trovate qua: https://www.lordinario.it/xtra/il-matrimonio-in-tempi-di-coronavirus-lettera-semiseria-alle-future-spose/!

D’altronde, siamo le future spose unite sotto lo sventurato vessillo #matrimoniointempodicoronavirus, le impavide che al grido di #iomisposo stanno cercando di capire se/come/quando potranno coronare il proprio sogno. (Tra l’altro, mentre mi diletto in questo scritto, arriva fresca fresca la notizia Ansa che durante il periodo di lockdown sono aumentate del 60% le richieste di separazioni, secondo i dati delle associazioni degli avvocati divorzisti; ma noi siamo donne senza paura e procediamo spedite nei meandri oscuri dell’organizzazione delle nostre cerimonie!)
E voi? Fate parte del gruppo “primo rinvio”, “secondo rinvio” o “mi sono sposata in piena zona rossa/arancione/tutti i colori mescolati insieme?”
Io, come già detto, sono al primo – per adesso – rinvio; il mio giorno era il 30 Giugno 2020, cerimonia e festa informale.
Ho dovuto rinviare perché mi sarei dovuta sposare senza mia sorella che vive negli States, dopo un estenuante tira e molla, andato più o meno così: “tu (Sorella) mi farai da testimone… no non me lo puoi fare… mi sposo e da testimone subentra Amica… anzi no sembra tu riesca a partire… no non si sa se viaggi oppure no”.
Quindi ho preferito bloccare tutto, con malcelato sollievo di Amica, che era preoccupata dall’essere investita di siffatta responsabilità e di doversi mettere seriamente alla ricerca dell’abito giusto e stiloso, dopo mesi di abbuffate senza un domani.
Intanto il mio futuro, adorato, sposo bofonchiava a destra e a sinistra “Ma cosa ti sarà passato nella testa quando hai pensato al matrimonio?!”, anch’egli stremato da “sì, ok ci si sposa, non si sa, no non ci sposiamo, poi di nuovo sì ci sposiamo, non ti abbuffare o non ti entra il vestito”.
E adesso…non lo vogliamo iniziare il nuovo anno con una dose extra di stress e preoccupazioni?
Per alcune si avvicina la nuova data prestabilita, per altre, tra cui la sottoscritta, si apre il baratro dell’incertezza più totale di una nuova organizzazione, tra DPCM, consigli, divieti, dubbi amletici su cose di millenaria consuetudinarietà, che adesso invece non si sa proprio come gestire.

1) Le partecipazioni.

Da sposa atipica e un po’ stravagante, nell’anno infausto 2020 avevo pensato a un video divertente nel quale io e Adorato Sposo invitavamo i nostri parenti e amici alla cerimonia, rigorosamente durante la settimana, e successivamente a una festa. Poi ho pensato che il rinvio mi dava la scusa per essere più creativa: le partecipazioni le faccio io, scritte a mano da me e acquerellate.
Ecco sorgere i primi dubbi: se ci saranno restrizioni nel numero di invitati, cosa faccio? Una scrematura impietosa eliminando la pro pro zia, la cugina di ottavo grado, l’amica di famiglia onnipresente che mi ha visto nascere? Oppure su ogni tot di partecipazioni cambio la data della festa, mettendo in programma una settimana di festeggiamenti per rimediare in parte a questo periodo disgraziato dal punto di vista sociale?
Del tipo: “Elisa e Adorato Sposo Sono lieti – finalmente – di annunciare il loro matrimonio Il 30 Giugno 2021, siete pregati di intervenire distanziati e muniti di mascherina e gel, gli sposi offriranno Il riso da gettare alla fine del rito. Siete invitati dalla lettera A alla lettera B Venerdì 2 Luglio al taglio della torta, dalla lettera C alla lettera D Sabato 3 Luglio…”

2) Il vestito.
Quante di noi si stanno domandando se l’abito andrà bene? Sembra cosa di poco conto, ma non lo è. Ẻ già stato acquistato? Un brivido corre lungo la schiena di molte, cercando di allontanare da sé il cruccio di non entrarvi più dopo mesi di chiusura totale, di masterchef casalinghi, di appagamenti emotivi a suon di nutella e disparate schifezze.
E qui la sottoscritta perde la sua temerarietà, e il suo ottimismo scema senza controllo di fronte all’ineludibile domanda “Mi entra qualsiasi cosa che non sia una tuta o un pigiama?!” E qui, scusatemi, non riesco a guardarmi allo specchio e a prendere atto che, sì, ci vuole una dieta drastica e severa perché sono più larga che lunga.

3) La famiglia
Altro dubbio è come gestire le rimostranze/richieste/desideri dei parenti più o meno prossimi, senza regalarsi – oltre tutto ciò che già è accaduto – un esaurimento nervoso da Guinness dei Primati.
Come lo si spiega alla nonna che vive in un’altra regione che dopo uno/due/ n. rinvii, siamo stremate e ci vogliamo mettere la fede al dito, oltretutto con sopra incisa la data sbagliata?!

Come convincere Suocera o Mamma che non ha senso prenotare la super mega villa da VIP e dissanguarsi economicamente, come avevamo pensato inizialmente, perché saremo solo in trenta ad avere una fortuna sfacciata e perché la sfiga ci vede benissimo e la sottoscritta, che aveva sognato di essere contornata dai paggetti che portavano gli anelli, potrebbe trovarsi un volontario con il termometro per rilevare la temperatura?!
Questa futura e atipica sposa sceglie la sua sanità mentale e sceglie di mettere tutti di fronte al fatto compiuto: ogni singola decisione verrà presa da me medesima e Adorato Sposo senza possibilità di appello.
Nel delicato momento di iniziare a riprendere le fila di questa organizzazione vi abbraccio tutte a una a una, e vi invito a scrivermi e a raccontarmi le vostre storie al grido simbolico #iomisposo!

Elisa

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