Portogallo, Diari di bordo tra l’Oceano e l’Alfama (1)

Tram Lisbona

Cari amici dell’Ordinario, ormai lo sapete: la nostra missione è dare la caccia allo straordinario nascosto nelle pieghe del quotidiano. Ci piace scovare quell’angolo di mondo che non finisce sempre in prima pagina, per poi impacchettarvelo con consigli pratici e quel pizzico di anima che rende ogni viaggio unico.

Oggi mettiamo la freccia e puntiamo verso l’estremo occidente dell’Europa.

Il nostro reportage in Portogallo comincia ufficialmente ora.

Dimenticate la solita guida turistica. In questo viaggio vi porteremo a respirare il sale dell’Atlantico, a perderci tra i vicoli color pastello di Lisbona e a scoprire borghi dove il tempo sembra essersi fermato al ritmo di un fado malinconico.

Siete pronti a imbarcarvi in questa nuova avventura con noi? Allacciate le cinture (o meglio, preparate le scarpe comode): il Portogallo ci aspetta.

Lisbona

Lisbona

Non c’è modo migliore di iniziare questo viaggio, se non  da Lisbona, la città della luce, dei sette colli e di quel fascino decadente che ti entra sotto la pelle fin dal primo istante.

Nel cuore del quartiere di Belém sorge uno dei simboli più straordinari del Portogallo: il Monastero Reale di Santa Maria de Belém, meglio conosciuto come Monastero dos Jerónimos.  Classificato Monumento Nazionale dal 1907 e Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1983, questo capolavoro dell’architettura manuelina racconta la grandezza dell’Età delle Scoperte.

Commissionato da Re Manuele I e costruito grazie alle ricchezze provenienti dalle tasse sul pepe, il monastero si trova accanto al fiume Tago, non lontano dalla maestosa Torre di Belém, eretta per proteggere il porto e il complesso monastico.

Tram Lisbona
I tipici tram di Lisbona

Cosa non dovete assolutamente perdere:

Il portale sud, decorato da João de Castilho, con San Michele e Santa Maria di Belém

Il portale ovest di Nicolau Chanterene, con i ritratti “dal vero” dei re mecenati

Il magnifico chiostro del XVI secolo, il refettorio dei monaci e l’antica biblioteca

Questo che vi proponiamo è un luogo dove storia, arte e fede si incontrano in un’armonia perfetta.

Il nostro consiglio: visita al mattino presto per godere della luce più suggestiva sui dettagli in pietra!

Lisbona, il quartiere di Belém

Terminata la visita al Monastero, non potete davvero perdervi una passeggiata lungo il fiume nel quartiere di Belém. È qui che la città si apre sull’oceano e racconta, pietra dopo pietra, la sua epoca più gloriosa: quella delle grandi scoperte.

La prima tappa è il Monumento alle Scoperte (Padrão dos Descobrimentos) — una gigantesca caravella di pietra bianca con le vele spiegate, che sembra pronta a salpare verso nuovi orizzonti. Di fronte a lei, l’azzurro intenso del cielo e del Tago creano un contrasto mozzafiato. Sapere che fu costruita per l’Esposizione del Mondo Portoghese nel 1940 e poi resa permanente nel 1960, in onore dell’Infante Dom Henrique, il Navigatore, aggiunge ancora più fascino a questa scultura monumentale.

Lisbona
Il monumento delle scoperte a Lisbona

Proseguendo a piedi lungo il fiume, ecco apparire la Torre di Belém, uno dei simboli più amati del Portogallo. Con le sue torrette eleganti e i dettagli manuelini, sembra uscita da una fiaba. Peccato trovarla circondata da impalcature — ma in fondo, anche i sogni hanno bisogno di restauro ogni tanto.

Il nostro consiglio: non perdete l’occasione di fare una breve sosta nei chioschi lungo il fiume: sorseggiare una piña colada guardando il tramonto sul Tago è il modo perfetto per chiudere una giornata da esploratore moderno.

L’alfama

Quando arriva la sera ecco il posto a Lisbona dove il tempo sembra essersi fermato: l’Alfama, qui Lisbona ci ha rubato il cuore.

Portogallo
Alfama in Portogallo

Schiacciato tra il Castello di São Jorge e il fiume Tago, questo quartiere è un labirinto di vicoli ripidi, scale, piazzette e casette colorate che si arrampicano sulla collina. A volte le case sono così vicine che i tetti quasi si sfiorano — e camminando tra quelle stradine strette, abbiamo avuto la sensazione che ogni muro avesse una storia da raccontare.

Non c’è un itinerario da seguire qui: bisogna semplicemente perdersi. È l’unico modo per scoprire scorci nascosti, terrazze con viste mozzafiato e signore affacciate alle finestre che chiacchierano come se il tempo non fosse mai passato.

La sera, l’Alfama cambia volto. Le luci si accendono, e le note malinconiche del fado iniziano a riempire l’aria. Abbiamo cenato in una piccola casa de fado, con la voce intensa di una cantante che sembrava raccontare la nostalgia stessa del mare. È stata una di quelle esperienze che restano dentro.

E poi… la Ginjinha il famoso liquore alle amarene servito in un bicchierino di cioccolato. Un sorso dolce e forte allo stesso tempo, proprio come Lisbona.

Tra una passeggiata e l’altra, abbiamo scoperto la Sé di Lisbona, la cattedrale più antica della città, e la Chiesa di Sant’Antonio, dedicata al patrono della città. Luoghi carichi di storia e spiritualità, che raccontano la fede e la forza di questo popolo.

L’Alfama è così: viva, autentica, malinconica e meravigliosa. È il quartiere che più di ogni altro ci ha fatto sentire Lisbona.

 

Condividi questa pagina:

lascia un commento