Venite con noi? Vi portiamo in Albania.

Prima tappa Tirana, la città “in viaggio”.

Arrivi in un paese che è mussulmano per il 70% della sua popolazione, appena atterri all’aeroporto scopri che è intitolato a Madre Teresa di Calcutta e quindi comprendi che sei entrato in un mondo straordinario, dove la parola d’ordine è tolleranza, integrazione e umanità. Stiamo parlando dell’Albania, lo stato della penisola balcanica che fino al 1991 è rimasto chiuso al mondo esterno, governato da un regime dittatoriale e oppressivo.

La prima tappa del nostro tour sarà Tirana, la capitale. Ci piace immaginarla come una «città in viaggio», probabilmente non ha ancora ben compreso dove arriverà, ma indubbiamente ha intrapreso un percorso che la sta portando dal grigiore monocromatico della dittatura alla vivace e colorata vita di una capitale. Rimarrete stupefatti e sorpresi della convivenza tra i grattacieli e le piccole case che ancora resistono al progresso; dall’idea innovativa di colorare gli edifici con divertenti cromie in pastello; dallo sfavillante centro commerciale multi-piano che fa da contrasto a una difficile organizzazione di cavi elettrici che passano ovunque e si intrecciano sopra le teste dei passanti e dagli ingressi dei bunker a ricordo di un difficile passato e di una chiusura verso il mondo esterno.

Tirana conserva intatti i ricordi della dominazione ottomana, fascista e sovietica e, mentre passeggi lungo i nuovi «boulevard» – gli albanesi amano chiamarli così – tutti completamente piantumati, scopri i numerosi bar in cui gli abitanti sorseggiano caffè e raki (la loro profumata grappa di prugna). Il caffè per gli albanesi è un vero e proprio appuntamento, soprattutto nell’ora di pranzo, quasi fosse il nostro aperitivo. Il centro ideale di Tirana è Piazza Scandelberg, che prende il nome dall’eroe nazionale che ha conquistato la breve indipendenza dell’Albania dall’Impero Ottomano nel XV secolo. Al centro della piazza c’è una grande statua bronzea di Scandelberg a cavallo, vicino si trova la Moschea Et’hem Bey, uno degli edifici più preziosi della nazione che risale alla fine del XVIII secolo e un edificio realizzato dagli italiani durante il periodo fascista. Sempre nella stessa piazza si trovano anche i principali musei della nazione, tra cui il Museo Storico Nazionale albanese adornato con un enorme muro socialista di partigiani vittoriosi.

Una gioventù vivace e colorata passeggia ad ogni ora del giorno e si ritrova nei pub e nei locali del Blloku, ex quartiere dei dirigenti del Comitato Centrale del Partito del Lavoro. Progettato come “quartiere giardino” dall’architetto Gherardo Bosio, divenne dopo la Seconda Guerra il quartiere residenziale del dittatore Enver Hoxha. Oggi è il cuore della “movida” albanese. Qui trovano alberghi costosi, caffè di design, ristoranti e negozi.

Ma se volete scoprire il vero cuore di Tirana andate in quello che resta del vecchio centro storico, dove si trova il mercato (tra l’altro aperto anche di notte) e cercate il Ristorante Oda: pochi piatti, tutti di cucina tradizionale, cucinati al momento. Specialità agnello, mussaka, verdure ripiene, grigliate di verdure, riso e polpette, innaffiati da ottima e saporita birra.

E prima di andare a dormire ascoltate il muezin che dalla moschea chiama a preghiera i mussulmani e la campana della chiesa dedicata a Madre Teresa che fa altrettanto con i cattolici… la bellezza sta nella diversità.

Vi aspettiamo per la seconda tappa, andremo a Berat, la città dalle 1000 finestre.

 

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