Viktor e Il Paradiso Dei Colombi, fiera-mercato a Mosca

Viktor è il presidente di un’associazione con 5000 iscritti provenienti da mezzo pianeta. Si occupano di allevare, sviluppare e preservare razze rare di colombi ad uso sportivo o ricreativo. Andiamo a conoscere le radici di questa attività decisamente singolare.

Siamo andati a Sadovod, un mercato alla periferia di Mosca. L’ultimo weekend di ottobre si svolge l’incontro autunnale dei membri dell’associazione di allevatori di colombi: Il Paradiso del Colombo. Il nome ha attratto la nostra curiosità e abbiamo intervistato Viktor, il presidente, un personaggio calmo e cordiale che ci ha introdotti in un mondo prettamente maschile; gli iscritti svolgono una vita per lo più solitaria, il loro obiettivo è la ricerca delle caratteristiche più singolari per creare colombi ad uso celebrativo sempre più stupefacenti. Dopo l’intervista abbiamo capito che, da centinaia di anni, nelle campagne delle steppe asiatiche si svolge una vera e proprie ricerca genetica.

L’appuntamento è al “portone” di entrata della fiera: una passerella di metallo rialzata dove è stato posto un materasso impregnato di disinfettante; tutti coloro che entrano o escono dalla zona espositiva devono disinfettarsi le scarpe. Gli animali sono molto delicati e con questa concentrazione di esemplari le malattie possono creare una strage. Sono centinaia le persone presenti alla manifestazione: si contratta, si osserva, si cerca di capire cosa è stato fatto e quali sono le novità del settore; si scrutano i concorrenti; è assolutamente vietato rivelare i propri segreti, tempi di accoppiamento, modalità di cova, cibo e temperatura.
Sono molti i fattori che possono influenzare la ricerca e i risultati degli allevatori. Nuove caratteristiche morfologiche sono molto richieste. Non razze nuove, ma variazioni create nella solitudine di un allevamento a migliaia di km da Mosca in qualche dacia sperduta nelle foreste. Osserviamo la folla, tutti sono molto interessati, i movimenti sono decisi e veloci, le parole poche e gli sguardi penetranti; devono capire e cercare di accaparrarsi gli esemplari migliori. Sembra di assistere ad una partita di poker dove il bluff è la prima e unica regola. Sono le nove di mattina, i giochi sono quasi conclusi, i migliori affari sono già stati accaparrati. Viktor arriva e ci porta nel suo ufficio privato all’interno della manifestazione, un container posto nell’angolo in fondo a destra del capannone; camminiamo attraverso migliaia di uccelli e centinaia di persone; dopo pochi minuti apriamo la porta e con piacere entriamo in un ambiente riscaldato.

Viktor inizia a raccontarci la storia della sua famiglia. Il nonno, di origini greche, ha dovuto subire la deportazione della sua famiglia ad opera di Stalin dopo la seconda guerra mondiale e, per questo motivo, hanno vissuto per qualche anno in Kazakistan. Solo alla fine degli anni 50 sono riusciti a tornare nella regione di Krasnodar, al confine con l’attuale Georgia. Viktor aveva sette anni nel 1965 quando iniziò a sviluppare la sua passione per i colombi. Osservava suo papà prendersi cura degli uccelli nella voliera e da allora non ha più smesso, è diventato quindi presidente dell’associazione degli allevatori russi e attualmente possiede circa 500 esemplari in diverse voliere in una dacia sempre a Krasnodar, dove vive tutt’oggi. Ci dice sorridendo che la casa dei colombi è molto più grande della sua. Due volte l’anno gli associati si ritrovano a Mosca; in primavera ci sono gli esemplari più forti, quelli sopravvissuti all’inverno russo; è un ottima occasione per scegliere i maschi e le femmine per l’accoppiamento e continuare la ricerca genetica. L’edizione autunnale però è la più importante, i 5000 allevatori viaggiano in auto per migliaia di chilometri, spesso con vecchie Zigulì (auto popolare sovietica), si ritrovano e si scambiano le informazioni e gli esemplari dell’ultimo anno. I paesi partecipanti sono tutti quelli appartenenti dell’ex URSS: Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania e tutte le repubbliche asiatiche. Possiamo affermare che in questo piccolo fazzoletto di terra alla periferia di Mosca ci sono persone provenienti da mezzo pianeta.

Si tratta semplicemente di una passione, ci spiega Viktor, e sottolinea: «alcune persone amano le auto o le donne; noi abbiamo la passione per i colombi, la maggior parte di essi sono esclusivamente per bellezza».
Esiste una tradizione centenaria legata ai colombi, simbolo di pace e libertà. Nelle celebrazioni dell’ortodossia russa vengono usati in quasi tutti appuntamenti religiosi, è molto comune anche per eventi civili quali inaugurazioni o ricorrenze storiche; spesso le amministrazioni locali finanziano direttamente gli allevatori per poter continuare questa attività. Non mancano i matrimoni, dove l’utilizzo dei colombi simboleggia l’amore e la felicità degli sposi.

Esiste un altro mondo legato alle manifestazioni sportive: i colombi da competizione. Le razze sono differenti e l’allevamento comprende anche allenamenti quotidiani per migliorare le caratteristiche di velocità e di orientamento degli animali. Le gare si svolgono su distanze differenti: 5, 50 o 300 km. Si parte alle 6 di mattina e i colombi vengono rilasciati in posti prestabilite; attraverso un GPS si segue il percorso su un computer, gli uccelli tornano a casa per loro natura e la competizione è basata sulla velocità: chi effettua il percorso in minor tempo vince. Si è notato che per tornare al nido i volatili prediligono seguire vie di comunicazioni artificiali: come ferrovie o strade; oppure seguono il percorso dei fiumi. Non si riscontra quasi mai il volo su grandi distese quali foreste o steppe. Viktor non sa spiegarci come possa accadere, ma è affascinato da come un animale così piccolo possa orientarsi in modo assolutamente preciso e volare ininterrottamente per ore senza perdersi.

Chiediamo infine a Viktor cosa pensa degli sviluppi futuri di un’attività che ai nostri occhi sembra decisamente fuori dal tempo. La risposta è estremamente semplice e immediata: «continueremo a fare ciò che ci piace semplicemente perché è la nostra passione, non si tratta di business o di arricchirsi, è solo un hobby.».

lascia un commento