Due cuori e… una Fortezza. Accade a San Romano in Garfagnana

Diego e Giulia fanno la storia. E non è un modo di dire.

Negli anni 2000 anche la dicitura “due cuori e una capanna” si è evoluta, diventando due cuori e… una fortezza. Sì, forse siamo ancora fermi al Medioevo, ma per una buona causa: trasmettere la storia senza mai annoiare o stordire con elenchi di date e nomi altisonanti. Scherzi a parte, la faccenda è molto seria: trasmettere la storia, per non farla più scordare. Come? Semplice, nel modo più immediato: rivivendola. Questo era ed è il sogno di Diego, che a soli 34 anni, insieme a sua moglie Giulia, si può dire, a tutti gli effetti, il “Signore della Fortezza della Verrucole”, una fortificazione costruita tra il X e XII sec. che si erge nel cuore dell’Alta Garfagnana, precisamente a S. Romano, un paese che conta solo 46 abitanti ma che ora, sta rinascendo a nuova vita e riaprendo esercizi commerciali proprio grazie a questo progetto. Diego e Giulia, infatti, tramite un’associazione culturale, dal 2013 hanno preso in gestione la Fortezza e creato, col tempo, un originale Archeopark.

“Alle follie non bisogna NON credere – ci dice subito Diego – ho sempre avuto incarichi precari dopo la laurea, lavorando come guida naturalistica o facendo il formatore in campi estivi o cose similari. Avevo questo grande sogno, far rivivere la storia medievale per trasmetterla e imprimerla nei cuori delle persone. Ho girato alcuni luoghi e mi hanno sbattuto sempre la porta in faccia, finché non sono arrivato qui qualche anno fa. C’era questa immensa fortezza, uno spettacolo architettonico che erano riusciti a restaurare con fondi pubblici e con lavori che sono andati avanti dal 1982 al 2012. Ma, finiti i lavori, non c’era qualcuno che la gestisse, che avesse un progetto. Era una bellezza vuota. Mi sono fermato qui e anche Giulia si è poi trasferita. Il sindaco di allora ha capito il progetto, l’importanza. Gli abitanti non subito e, d’altronde era un progetto a dir poco folle, ma adesso, grazie alla collaborazione di tutti e anche di altre associazioni dei dintorni, questo borgo sta rinascendo a poco a poco a nuova vita e il fatto che 3 anni fa ha riaperto anche un ristorante, fa capire tutto. ”.

Una storia quasi incredibile che ha richiesto non poca fatica e che non aveva nessuna garanzia di riuscita: “non sapevo assolutamente che avrebbe funzionato – racconta il “Signore della Fortezza” – dalla mia parte avevo solo un grande sogno, una famiglia che mi ha sostenuto, l’associazione culturale, la Mansio Hospitalis Lucensi (MHL abbreviato) attiva dal 2008 per occuparsi proprio di ricostruzione storica e divulgazione culturale e ricca di persone determinate e il fatto che tutti noi avevamo tante abilità manuali. Io e mio padre abbiamo fatto i lavori di falegnameria e piccola edilizia, mia moglie Giulia i costumi e lavori di sartoria, mia sorella lavora al bar e tutti gli altri elementi dell’associazione fanno tutto il resto del lavoro. Abbiamo ricostruito tutti gli interni da soli e creato gli oggetti, abbiamo costruito, fedeli alla storia, addirittura il grande trabucco di legno funzionante che facciamo provare a tutti, se le condizioni meteo lo consentono”. Per capire perché l’idea funziona, basta seguire una volta Diego nel suo “viaggio storico”, dove si scoprono tante piccole ordinarie informazioni che sono curiosità pregiate, come il fatto, ad esempio, che il termine combriccola deriva proprio dalla parola con cui si chiamavano coloro che, insieme, facevano funzionare il trabucco che si chiamava anche briccola, o, ancora, che la giusarma era un’arma potentissima usata dai guastatori per tagliare le gambe ai nemici. E chi erano i guastatori, che posizione avevano nell’esercito?. Questo non ve lo anticipiamo, chiedetelo a Diego, visitando l’Archeopark. “Noi dobbiamo coinvolgere nella vita che fu, unendo una ricostruzione fedele e ambienti dinamici a una spiegazione che è un racconto vivo e partecipato – ci dice pieno di entusiasmo – Alle persone facciamo indossare le armature in modo tale che capiscano il peso e la vita terribile che facevano i cavalieri, simuliamo l’uso delle armi, facciamo annusare gli odori. Dobbiamo fare un processo inverso, soprattutto con i bambini, non dobbiamo portare la tecnologia nei musei, ma dobbiamo far vedere le cose vecchie, i ragazzi se ne devono andare via di qui con l’odore di aglio, formaggio stoffe e legno nelle narici. Vi assicuro che funziona come metodo di studio. All’estero, come sempre, sono più intelligenti di noi, basti pensare al caso di Carcassonne, un’intera città storica da vivere o al Parco dei Folli, al castello di Borgogna, tutti modi originali per vivere qualcosa di storico”.

L’intuizione di Diego a quanto pare ha funzionato. Dopo tanti investimenti, fatica e lavori manuali, oggi la Fortezza è visitata da migliaia di persone, da maggio a ottobre, collabora con molte scuole del territorio, si è dotata di un trenino per il trasporto dei disabili e organizza eventi storici speciali come il Dies Farris, la Fiaccolata di S. Lorenzo, L’Assedio e molti altri. Ma i sogni di Diego e Giulia, non finiscono qui: “L’idea finale è quella di unire la Fortezza al paese, creando un vero e proprio villaggio, fruibile in molte forme ai turisti. Riappropriarsi del territorio e della storia, facendo arrivare qua le persone, in questo posto per molti sperduto, dove io vivo benissimo e senza orologio, ascoltando la natura, è il nostro obiettivo!”

Per informazioni: www.fortezzaverrucolearcheopark.it

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