Salvatore, dalle spiagge di Hurghada ai cannoli siciliani a Mosca

Cosa collega il Mar Rosso alla Russia attraverso la Sicilia? Vi presentiamo un viaggio che parte dalle spiagge dei resort per arrivare in un mercato di Mosca. La passione è il vero soggetto di questo racconto, passione che Salvatore porta con sé e che trasferisce nella pasticceria siciliana a Mosca.

Il viaggio è un percorso che si conosce solo dopo averlo concluso, raramente sappiamo dove stiamo andando, l’unica cosa certa è ciò che abbiamo vissuto. Alcune persone però usano una speciale energia per la navigazione, un carburante che viene alimentato giorno dopo giorno proprio dalla vita stessa. Questo combustibile si chiama passione.

Salvatore non si sarebbe mai aspettato nel 2010, in Egitto, dalle spiagge di Hurghada durante uno spettacolo in una torrida serata africana, di diventare uno specialista di cannoli siciliani a Mosca, ma quella sera davanti a lui c’era Daria e la loro vita cambiò rapidamente. Gli ingredienti sono semplici: una vacanza e una passione. La voglia di perseguire i propri desideri per Salvatore e Daria non passa mai, non importa quale sia l’obiettivo, è il modo in cui si cammina che fa la differenza.

Torniamo sulle spiagge dorate del Mar Rosso, dove quel giorno di otto anni fa ci fu una svolta. Daria, giornalista professionista in Russia, decide in un mese di abbandonare il proprio lavoro e rimanere a fare l’animatrice accanto a Salvatore. Velocemente passano quattro anni insieme attraverso il mediterraneo. Grecia e Spagna sono le cornici della vita quotidiana, le spiagge e i turisti sono gli ingredienti della normale routine, ma per la vita matrimoniale essere animatori turistici non è proprio la situazione ideale. Decidono quindi di tornare in Sicilia, a Capaci, la città di Salvatore. La situazione non è semplice, i problemi lavorativi dell’isola si ripercuotono sulla vita privata. Lui inizia a lavorare come personal trainer, ma lei, nonostante l’enorme esperienza in diversi campi e le cinque lingue parlate fluentemente, non trova lavoro. Bisogna quindi provare un’altra carta mantenendo fissa l’attenzione sulla sola cosa importante: il rimanere insieme. Quello non è in discussione.

Si parte per Mosca, la città di Daria. Il lavoro è semplice da trovare e le varie capacità di Salvatore, dal cuoco al pasticcere, sono riconosciute e richieste. Per i primi due mesi non accade nulla di particolarmente significativo, ma poi iniziano i primi corsi di italiano, non delle vere e proprie lezioni, ma per lo più conversazioni, che Salvatore tiene ad alcuni studenti, che in 7 mesi aumentano fino ad arrivare a quasi venti persone. Salvatore pian piano impara il russo e qui entra in gioco un altro fattore, la suocera, la prima e migliore insegnante madrelingua Russa per Salvatore. Le prime parole sono “hai fame” e “vuoi mangiare”, con queste semplici frasi inizia a prendere maggior confidenza con la lingua, l’accoglienza e la cultura. La Russia si fa più vicina e si aprono molte altre porte e, come spesso accade – per caso – Salvatore si accorge che i russi amano le cialde di caffè italiano.

Nel mercato c’è un vuoto, la domanda non soddisfa la richiesta. Dai primi test con gli amici si crea un piccolo mercato di import dall’Italia e Salvatore inizia a crearsi la fama come pasticcere tra amici e studenti. I dolci siciliani hanno decisamente successo. Salvatore ha sempre vissuto in cucina, mamma Lina e nonna Francesca sono cuoche professioniste e hanno trasferito la passione al piccolo figlio che assisteva quotidianamente alle loro creazioni, cosa che in Italia capita abbastanza frequentemente. Salvatore ha passato l’infanzia a guardare, assaggiare e conoscere le specialità cucinate in famiglia, un bagaglio che gli ha permesso di portare l’energia della Sicilia ovunque nel mondo senza nemmeno rendersene conto.

Torniamo a Mosca, dalle prime capsule di caffè si passa alla produzione di cannoli, la cialda (buccia), prima fatta a mano, è ora importata direttamente dalla Sicilia. La ricotta invece è prodotta da un’azienda italiana con sede in Russia che riesce ad avere un gusto molto simile all’originale nonostante il latte di capra non sia ancora diffuso. Un altro passo decisivo è un evento organizzato all’Ermitage di San Pietroburgo, una fiera di prodotti italiani: 750 sono stati i cannoli preparati a mano e venduti sul posto da Salvatore e il suo gruppo di lavoro. A questo punto la bussola è fissata e la rotta è tracciata verso la produzione di cannoli in modo professionale.

Gli incontri casuali con le persone sono ciò che arricchiscono la vita e che ci permettono di crescere. Per questo è importante non rimanere fermi e continuare a provare strade differenti, prima o poi l’incontro giusto avviene. Salvatore conosce Alberto e Maurizio. Riescono ad aprire un piccolo risto-bar classico italiano dove la pasticceria la fa da padrone. Inizialmente si serve solo caffè e piccola pasticceria, ma naturalmente i clienti chiedono la pasta durante la pausa pranzo, pasta che oggi viene sempre cucinata fresca e con condimenti di prima qualità. L’obiettivo non è adattare i gusti ai russi, ma insegnare quali sono i sapori tradizionali italiani ed in particolar modo siciliani. Il caffè è probabilmente troppo forte e la carbonara è senza panna, ma è importante non allinearsi con le grandi catene di ristorazione, mantenere il proprio carattere e distinguersi dalla massa. Il futuro serba altre nuove opportunità e nuove esperienze: Salvatore sta pensando di aprire ulteriori punti vendita e di creare una distribuzione di cannoli freschi di giornata per i ristoranti a Mosca e noi siamo sicuri che ci riuscirà.

Piccola nota a conclusione. Per dovere di cronaca abbiamo dovuto provare i cannoli personalmente, l’abbiamo fatto con accuratezza e professionalità. Possiamo promuovere a pieni voti il pasticciere, animatore e personal trainer Salvatore.

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