Sunita Narain vince il Bologna Award 2018

La donna che ha sfidato le multinazionali del cibo, protetto le tigri dall’estinzione e promosso una politica alimentare più etica è la protagonista del Bologna Awards 2018.

Oggi, sulla Terra, una persona ogni nove soffre di malnutrizione e una ogni otto di obesità: paradossi che stridono. Ecco perché mangiare consapevolmente sarà l’atto agricolo, economico, ecologico, etico e politico che più, nel futuro, aiuterà ad affrontare e superare le incredibili contraddizioni in atto.
E’ questa profonda convinzione che sta alla base del Bologna International Sustainability and Food International Award che ormai da tre anni, con il sostegno di Fondazione FICO e Centro Agroalimentare di Bologna (CAAB) premia e dà visibilità a coloro che, nel mondo, hanno saputo conciliare economia ed ecologia.

Vincitrice del Bologna Award 2018 è Sunita Narain, scrittrice e attivista ambientalista fra le più note a livello planetario. Direttore Generale del CSE – Centro di ricerca per la scienza e l’ambiente (CSE) di New Delhi e redattore della rivista quindicinale Down To Earth, nel 2016 è stata inserita dalla rivista TIME nell’elenco delle 100 persone più influenti del mondo. Ha preso parte al film di Leonardo di Caprio “Before the flood” (“Punto di non ritorno”, in italiano) per la sensibilizzazione sul futuro del pianeta. Sotto la sua guida il CSE ha conquistato una notorietà vastissima attraverso campagne, ricerche e pubblicazioni. L’indice annuale Global Go To Think Tank dell’Università della Pennsylvania, riferimento del settore sul piano internazionale, ha posizionato per tre anni consecutivi, dal 2015 al 2017, il CSE fra i think tank ambientalisti più influenti dei Paesi in via di sviluppo. Tra gli interventi che hanno dato più notorietà a Sunita Narain va citata la denuncia ai colossi dei soft drink Coca Cola e Pepsi Co di confezionare, almeno in India, lattine con alti livelli di pesticidi — accusa che sia Coca Cola che Pepsi hanno sempre rinnegato.

La carriera di Sunita Narain è iniziata nei primi anni ’80 come co-ricercatrice di Anil Agarwal, fondatore di CSE. Fin da subito ha condotto la sua ricerca su cibo e ambiente con rigore forense unito alla passione, convinta che solo la conoscenza possa portare ai cambiamenti di cui la terra ha bisogno.

Gran parte dell’attivismo di Sunita si è svolto attraverso pubblicazioni che hanno scosso il settore. In India, il suo Paese, è stata co-autrice di opere influenti sull’ambiente ed ha diretto campagne sul controllo dell’inquinamento atmosferico, sulla gestione delle acque delle comunità e sull’industrializzazione sostenibile. E’ stato grazie ai suoi test analitici sugli alimenti che il CSE ha potuto richiedere una politica alimentare progettata deliberatamente per l’alimentazione, i mezzi di sussistenza, la biodiversità e la sostenibilità. Penguin ha recentemente pubblicato il suo nuovo libro “Conflicts of Interest” in cui sono riassunte tutte le più importanti campagne del CSE che portano la sua firma, dall’inquinamento atmosferico alla protezione delle tigri. Quest’ultimo progetto risale ormai al 2005: in quell’anno Sunita aveva presieduto la Task Force della Tigre sotto la direzione dell’allora Primo Ministro dell’India con l’obiettivo di sviluppare un piano d’azione per la conservazione nel Paese dopo la perdita di tigri nel Parco Nazionale di Sariska.

Ma l’impegno che Sunita ha più a cuore resta l’alfabetizzazione idrica di quanti più cittadini possibili per costruire un movimento forte e vibrante attorno alla risorsa “acqua”. Ispirata dall’affascinante ingegnosità delle comunità rurali indiane per raccogliere l’acqua piovana (più risorse e zero inquinamento) si è sempre profondamente battuta per ricordare la necessità della sicurezza idrica. La voce di Sunita Narain, con il suo fascino appassionato e il profondo impegno nei confronti di alcune delle questioni ambientali più critiche del Sud del mondo, è stata fondamentale per mantenere vive queste questioni nella mente dei politici, dei governi, delle parti interessate e della gente in generale.

Il Bologna Award 2018 è solo uno dei tantissimi riconoscimenti che Sunita ha ricevuto (e riceverà) nella vita ma vale la pena sottolineare che quello emiliano richiede ai vincitori, sin dal momento dell’accettazione, di impegnarsi a donare il valore del premio in favore di progetti e iniziative di settore sostenibili affinché la ricerca possa ulteriormente progredire. Così farà Sunita e ci sono pochi dubbi su dove cadrà la sua scelta.

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