Intervista a Elefterios Zacharopoulos, il regista di corti che indaga temi sociali scomodi

Il regista greco, belga di adozione innamorato dell’Italia, nel suo pluripremiato 112 Pizza ha raccontato la violenza domestica sulle donne, in Le Conditionelle tossicomani all’uscita dal carcere. Adesso sta lavorando per raccontare i migranti di seconda generazione in cui, dice, si rivede molto.

Durante la nostra incursione di curiosità culturale al Montelupo Fiorentino Film Festival, ci è rimasto letteralmente addosso uno dei corti presentati durante la serata conclusiva della manifestazione, quella dedicata all’universo femminile. Stiamo parlando di 112 PIZZA del regista Elefterios Zacharopoulos, un drammatico cortometraggio sulla violenza domestica, interpretato da Thierry Fremont e Lola Deawer:

112 PIZZA racconta la sconvolgente telefonata di una donna, pestata a sangue dal marito, al numero delle emergenze. Nel corso della chiamata la protagonista ripete ossessivamente all’operatore il proprio indirizzo e ordina delle pizze, sperando che lui capisca che si trova in pericolo. Basato su una storia vera, il corto di Zacharopoulos – che ha ricevuto notevoli premi e riconoscimenti – porta sotto i riflettori il fenomeno della violenza sulle donne.
Noi de “L’Ordinario” abbiamo deciso di conoscere meglio questo giovane regista belga facendoci raccontare qualcosa sul suo lavoro.

Cosa ti ha spinto a scegliere il cortometraggio come espressione del tuo lavoro?

Ho scelto il cortometraggio come forma di espressione per due ragioni: la prima è che il corto si adatta perfettamente al soggetto che io tratto in quasi tutti i miei film, la violenza domestica e, in generale, la violenza verso le donne. La seconda ragione è di ordine economico. Nonostante sia difficile avere un film completo, vero, in una forma corta, con un inizio da sviluppare e con un turbinio di situazioni, tuttavia io penso che si tratti di un ottimo esercizio per poi passare a una forma lunga.

Come nasce il corto 112 PIZZA?

Si tratta di un fatto vero che ho letto su un sito anarchico americano, una storia che subito alla prima lettura mi ha spinto a scrivere una sceneggiatura perché l’ho trovato un soggetto magnifico.

Quali sono i tuoi legami con l’Italia?

Io sono greco, un greco nato in Belgio e che è cresciuto con gli italiani a fianco e, come si dice da voi, “una faccia, una razza”. Ho il grande desiderio di girare un film in Italia.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Vorrei mettere in scena una piece teatrale che si chiama Le bagne.
Sono coautore di un lungometraggio che si chiama Le bagne che affronta le problematiche della seconda generazione di immigrati. Sto inoltre lavorando ad un lungometraggio che s’intitola Congé penitentiare.

Federico Fellini sosteneva che “Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio”. Cosa pensi del cinema odierno, quali sono le virtù e i limiti?

Il cinema si è molto democratizzato, anche se si tratta di un falso problema in quanto la storia in esso non conta quasi più niente dato che la distribuzione è difficile.
Hanno fatto la stessa domanda a Claude Lellouche, che ha così risposto: “Quando io metto in scena due attori, le più volte ho un problema. Dio è in grado di mettere in scena sette miliardi di persone, facendo credere a tutte di essere l’attore principale”.

Quali sono le tematiche che hai maggiormente a cuore?

Il mio cinema è in rapporto diretto con le tematiche sociali odierne, mi considero un erede del cinema neorealista italiano, del cinema di Costa Gravas. Ho scritto Le Conditionelle, nella quale ho il ruolo principale, che tratta dei tossicomani all’uscita della prigione, ho scritto quattro cortometraggi che affrontano la violenza sulle donne. Il mio prossimo lungometraggio sarà sulla seconda generazione di emigrati, nella quale io mi identifico e di cui faccio parte.

Quali sono i riconoscimenti più importanti ottenuti dai tuoi corti?

Sono stato selezionato a Clement Fernant e per il premio qualità CNC per Le Conditionelle, mentre il corto Egalité cheveux lisse è stato selezionato a una trentina di festival. Attraverso il pubblico ho avuto una menzione speciale al Light Off Film Festival di Amsterdan e il premio al Festival di Montelupo e il premio della giuria all‘Ipas Film Festival. Con Apparences sono giunto settimo al Nikon Film Festival e vincitore come migliore corto al #Toff, breve film Festival. Con 911 PIZZA ho ottenuto numerosi riconoscimenti.

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