Il Cremlino e il rinascimento italiano

I mattoni di Bologna e le mura del Cremlino di Mosca non sono poi così distanti e non c’è solo il colore rosso che le accomuna. Le fortezze russe sono spesso basate sull’architettura militare italiana medievale e le relazioni diplomatiche e culturali tra i due paesi sono iniziate durante il rinascimento. Scopriamo Fioravanti, Solari, Ruffo e tutti gli altri architetti italiani che hanno dato forma al più iconico monumento russo. Viaggeremo insieme tra Vicenza, Bologna, Roma e Mosca.

La torre Senatskaja e il mausoleo di Lenin (Ph. NESSUNOpress Marco Ciccolella)

Dobbiamo risalire fino al rinascimento per scoprire i primi rapporti artistici e commerciali tra Italia e Russia. La prima ambasciata fu quella dello stato pontificio durante il regno di Basilio III sul finire del XV secolo, ma fu Ivan III di Russia, conosciuto anche come Ivan Il Grande, che, dopo il crollo del primo progetto della Cattedrale della Dormizione, iniziò a chiamare dall’Italia i migliori ingegneri e mastri costruttori del tempo. I rapporti con lo stato della Chiesa e Papa Innocenzo VII si fecero via via sempre più costanti. Il 9 luglio 1495 a Mosca fu posta la prima pietra della torre Taynitskaya, progettata dall’architetto vicentino Antonio Frjazin o Gislardi. Ancora oggi possiamo ammirarla come parte delle mura sul fiume Moscova.
Dalla data della prima pietra i rapporti tra i vari stati italiani e la Russia non si sono più fermati. Vediamo come.

Torre Vodovzvodnaja (Ph. NESSUNOpress Marco Ciccolella)

La parola Cremlino in russo vuol dire fortezza e sono tante le città che hanno costruito i propri insediamenti intorno al loro primo nucleo fortificato. Il progetto, ripreso poi dai monasteri, è basato sull’architettura militare italiana: mura forti e possenti che racchiudono i principali palazzi della vita pubblica che, in caso di attacco nemico, possono accogliere e proteggere tutta la popolazione della zona. L’architetto che lavorò per primo alle mura del Cremlino fu Aristotele Fioravanti, intervenuto per riprogettare la Cattedrale della Dormizione dopo il crollo del 1474. Fioravanti progettò a Bologna il palazzo della Podestà e, visti i numerosi successi, fu inviato a Mosca per rivedere la struttura difensiva del Cremlino.

Il Cremlino e la City sullo sfondo (Ph. NESSUNOpress Marco Ciccolella)

Molti dei palazzi ancora oggi visibili sono opera di architetti italiani. Antonio Solari, si occupò della costruzione delle torri di cinta: Borovickaya, Konstantino-Eleninskaya, Spasskaya, Senatskaya, Nikol’skaja e Arsenal’naya. Nel 1487 Marco Ruffo costruì La torre Beklemiševskaya, Antonio Gislardi è artefice delle torri Vodovzvodnaya e Tajnickaja mentre Aloisio da Milano è l’architetto della torre Troickaja, ancora oggi tutte in ottima salute dopo la ricostruzione dovuta alle devastazioni della campagna di Russia di Napoleone Bonaparte nel 1812.

(Ph. NESSUNOpress Marco Ciccolella)

In contemporanea alla fortificazione esterna venne progettata la piazza delle cattedrali, dove tutt’ora sono presenti le più importanti chiese per i Cristiani Ortodossi: Aristotele Fioravanti, Marco Ruffo e Pietro Antonio Solari si occuparono della Cattedrale della Dormizione, della basilica Blagoveščenskij e del Palazzo Granovitij. Pietro Antonio Solari e Marco Ruffo furono gli artefici inoltre della costruzione del palazzo delle Faccette che oggi è l’edificio più antico di quelli presenti all’interno delle mura. Infine, nel 1505, Aloisio il Nuovo iniziò la costruzione della seconda chiesa più grande del Cremlino, la Cattedrale Archanghel’skij (dell’Arcangelo Michele) conclusa poi da Antonio Solari inclusa la cripta dei principi e degli zar russi e il campanile Ivan il Grande. Pietro Annibale fu l’ultimo architetto inviato dal papato, nel 1528, che si occupò anche della costruzione delle mura esterne a Kitay-Gorod (cina town), oggi in fase di intensa ristrutturazione.

La Torre Spasskaja con il mercatino di Natale (Ph. NESSUNOpress Marco Ciccolella)

Nel 1990 tutto il complesso del Cremlino e della Piazza Rossa furono inserite nel patrimonio dell’UNESCO (clicca qui per leggere la scheda dedicata) ed è visitabile tramite l’ingresso situato proprio nella torre Troickaya rivolta verso i giardini di Alessandro.

Tramonto dietro al cmapanile di Ivan III Il Grande (Ph. NESSUNOpress Marco Ciccolella)

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