Portogallo, diari di bordo: Cabo de Roca, Sintra e Évora (2)

Il primo giorno a Lisbona ci ha fatto capire che se esiste un luogo dove la realtà si fonde con la
leggenda, quel luogo è il Portogallo. (qui l’articolo: https://www.lordinario.it/luoghi/portogallo-diari-di-bordo-tra-loceano-e-lalfama/)

In questo secondo giorno vi portiamo alla scoperta di due volti opposti ma ugualmente magnetici di questa terra: dalla luce accecante della costa atlantica alle ombre silenziose di una cappella che sfida il tempo.

Cabo de Roca

Il programma di oggi inizia con il rumore dell’oceano e il profumo di salsedine. Davanti a noi l’Atlantico si estende infinito, siamo arrivati alla scogliera del Cabo da Roca — il punto più occidentale d’Europa — che si affaccia maestosa a picco sul mare. È un luogo simbolico, qui la terra finisce e il mare comincia… Se siete amanti dei cimeli, potete richiedere un certificato ufficiale che attesta il vostro passaggio in questo confine del mondo.

Cabo de Roca
Cabo de Roca, Portogallo

C’è un istante, durante il viaggio, in cui tutto il rumore del mondo svanisce. Succede qui, di fronte alla distesa sconfinata dell’Oceano Atlantico. Il nostro consiglio? Fermatevi. Prendetevi del tempo. Restate in silenzio e
lasciate che il vento faccia il resto. Socchiudete gli occhi, liberate la mente e semplicemente…
respirate.

In questo preciso angolo di mondo, la connessione con la natura diventa quasi fisica.
Guardando l’orizzonte, si percepisce tutta la forza magnetica che, in ogni epoca, ha spinto l’uomo a sfidare l’ignoto. Davanti a questa immensità, ci si sente piccoli, ma incredibilmente vivi. È un richiamo ancestrale, lo stesso che ha affascinato navigatori ed esploratori di tutti i tempi. E oggi, quel richiamo, parla direttamente a noi.

Sintra

Dopo questo bel momento di ricarica si riparte. Da qui, la strada si arrampica dolcemente tra tornanti e paesaggi mozzafiato fino a Sintra, la città che sembra uscita da una fiaba.
Consiglio da travel blogger: arrivate presto a Cabo da Roca per godervi la luce del mattino e proseguite verso Sintra quando il sole è alto — le foto vi ringrazieranno.
Il cuore pulsante della nostra visita è il Palácio Nacional de Sintra, con i suoi inconfondibili camini conici alti 33 metri che svettano nel cielo e ne fanno il simbolo della città. All’interno, ogni sala racconta un pezzo di storia del Portogallo: la Sala dos Cisnes, la Sala dos Brasões, la Sala das Pegas… e la Cappella, ricca di fascino e dettagli preziosi.

Vi trovate davanti a un viaggio nel tempo, tra stili architettonici diversi e arredi, ma c’è una cosa che vi farà letteralmente consumare la batteria della macchina fotografica a Sintra, sono loro: gli azulejos. Non chiamatele semplicemente piastrelle, sono pagine di storia scritte sulla ceramica, un tatuaggio blu e bianco che decora l’anima del Portogallo. La cosa che ci ha lasciato senza fiato?

Gli azulejos di Sintra
Gli azulejos di Sintra, Portogallo

La varietà. Non è solo estetica, è un’evoluzione che potete toccare con mano (ma meglio di no, i curatori vigilano). Il nostro consiglio? Non guardate solo i muri! Spesso gli azulejos più antichi e preziosi si nascondono negli angoli meno illuminati o nei cortili interni. Prendetevi un secondo, avvicinatevi (senza toccare!) e osservate le piccole crepe del tempo: è lì che risiede il vero fascino vintage. E prima di lasciare Sintra, perdetevi tra i suoi vicoli acciottolati e fate una tappa da A Piriquita, la storica pasticceria dove gustare i dolci tipici del luogo. Sporcatevi le mani di
zucchero con i famosi travesseiros e le queijadas!

Una dolce conclusione per una giornata che profuma di mare, storia e magia.

La più antica pasticceria di Sintra in Portogallo

Évora

Come chiudiamo questa giornata? Tra le ossa e il silenzio di Évora.Ve lo confessiamo, forse siamo strani ma ci sono luoghi che sanno affascinarci più di altri, quelli dove la vita e la morte si incontrano, dove il tempo sembra sospeso.

Ad Edimburgo vi abbiamo regalato un tour completo nei cimiteri ( un assaggio: https://www.lordinario.it/luoghi/la-notte-di-halloween-nel-cimitero-scozzese-di-greyfriars-kirkyard/) e qui in Portogallo non potevamo certo perderci la Cappella delle Ossa di Évora.

Costruita nel XVII secolo da tre frati francescani, la cappella nasce con un intento chiaro: ricordarci quanto la vita sia fragile e passeggera. All’ingresso, una frase scolpita ci accoglie con un brivido: “Noi ossa che siamo qui, per le tue aspettiamo.” 
Un messaggio diretto, potente, tipico del gusto barocco sulla fugacità della vita e, in fondo, anche per quel macabro fascino nei confronti della morte che l’uomo di quell’epoca non cercava di nascondere.
Le pareti e i pilastri, sono ricoperti da migliaia di ossa e oltre 5000 teschi umani che provengono dagli antichi cimiteri monastici della città. Le volte, dipinte nel 1810, mostrano simboli biblici e gli strumenti della Passione di Cristo.
La luce filtra appena da tre piccole fessure, creando un’atmosfera sospesa tra il sacro e l’inquietante.
Camminare qui dentro è come attraversare una preghiera fatta di silenzio e memoria.
Non è un luogo per tutti. Ma per chi sa ascoltare il linguaggio del tempo, la Capela dos Ossos è un’esperienza che tocca l’anima.
Il momento perfetto per arrivare: entrate quando la luce filtra appena dalle tre piccole fessure; si crea un gioco diombre che rende l’atmosfera sospesa tra il sacro e l’inquietante. Non fotografate solo i teschi. Cercate di catturare il contrasto tra la luce che entra e il silenzio che avvolge le ossa. È lì, in quell’equilibrio tra vita e morte, che si trova la vera anima di questo luogo.

Evora, Portogallo
cappella ossa di Evora

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