“10.000 vele contro la violenza di genere”: lo straordinario flash mob in mare il 4 luglio

10.000 vele di solidarieta

In quanti modi possiamo dire «No alla violenza sulle donne»?

Noi dell’Ordinario vogliamo suggerirne uno che vale almeno diecimila.

«Diecimila vele contro la violenza di genere – cambiamo la rotta insieme» è il titolo dell’originale iniziativa di cui vi parleremo oggi e che riprende il nome dell’ Associazione promotrice ‘Diecimila vele di solidarietà’ che, dal 2011, si occupa di progetti di grande importanza sociale. Qua trovate il sito ufficiale (https://www.10000veledisolidarieta.org/) Protagonista di questo spettacolare evento, preannunciato per il 4 luglio 2021, sarà il mare, con la sua enorme vastità e la sua grande forza che ha sempre affascinato noi esseri umani, che abbiamo guardato quella distesa di acqua con gli occhi del nostro cuore: il mare con le sue gocce, il nostro cuore con le sue lacrime. L’acqua salata diventa così la cura per ogni cosa: nel sudore, nelle lacrime o nel mare.

Insieme a noi oggi, per questa interessante chiacchierata, abbiamo Stefano De Dominicis, Presidente dell’Associazione Dieci mila vele di solidarietà.

Benvenuto Stefano sulle pagine dell’Ordinario! Ti chiederei di iniziare con il darci qualche anticipazione su questa giornata che state organizzando.

«Diecimila vele contro la violenza di genere – cambiamo la rotta insieme» é un evento velico a livello nazionale a sostegno della lotta contro la violenza sulle donne. Un grande flashmob organizzato per domenica 4 luglio 2021:
in contemporanea, lungo tutti gli 8 mila chilometri di coste italiane e i maggiori laghi, barche a vela ma anche ogni altro tipo di barca a remi o a motore, sono invitate ad uscire in acqua issando un lungo nastro rosso quale simbolo di partecipazione e segno distintivo e di appartenenza a questa grande, speriamo enorme, flotta solidale. Siamo fiduciosi che questa iniziativa non rimanga fine a sé stessa ma rappresenti, invece, un primo avvicinamento tra un mondo che può dare tanto, quello della vela, ad un mondo al quale è stato tolto tanto se non tutto, quello delle vittime della violenza. Chiunque abbia una barca può partecipare, non ci sono spese nè costi o donazioni da fare.

Come riuscite a organizzare un evento di così grande portata?
La gestione dell’evento, nel suo insieme, avverrà tramite la pagina Facebook 10000 vele di solidarietà, che ha già oltre 3400 iscritti, il sito web dedicato e il profilo Instagram. Chiunque potrà organizzare l’uscita secondo le modalità che preferisce, aderendo all’iniziativa semplicemente issando il nastro rosso e dichiarando la loro presenza. Le adesioni sono già moltissime, da ogni parte d’Italia: circoli velici, scuole di vela, associazioni, privati cittadini e amanti del mare, questo non fa altro che riempirci il cuore di orgoglio.

Quale è il fil rouge (tanto per rimanere in tema di drappo rosso) che riesce a legare il mondo della Vela e delle barche in genere alla lotta contro la violenza di genere?

Il mondo della Vela, nelle sue incredibili varianti e peculiarità, ha imparato da tempo a considerare la parità di genere come un fatto assodato. Anzi, a noi piace dire che in barca non c’è differenza di genere, di età, di classe. Come in un buon equipaggio i singoli individui, siamo uomini o donne e ciascuno con le proprie caratteristiche, lavorano all’unisono per il raggiungimento di un risultato comune, se non vi è armonia e collaborazione, la navigazione può diventare veramente rischiosa. Abbiamo dunque legato questa peculiarità al nostro progetto che speriamo consenta un vero e proprio cambio di rotta nella battaglia contro la violenza sulle donne. Un piccolo passo ma ogni viaggio comincia proprio da qui. Crediamo nel valore terapeutico del mare e della barca a vela e vogliamo coinvolgere nell’evento tutti i Centri Antiviolenza che vorranno aderire.

Che obiettivo vi siete prefissati?
La possibilità, grazie a questo primo evento, che un percorso comune tra vela e recupero psico sociale delle donne vittima di violenza, possa diventare un vero e proprio programma a livello nazionale. L’effetto terapeutico della vela è un fatto assodato e comprovato da migliaia di casi. Il recupero di autonomia, autostima, presa di coscienza delle proprie attitudini e capacità rientrano, a nostro parere, in un percorso certamente percorribile da chiunque. Basta poter avere i contatti e la volontà, dall’una e dall’altra parte, di creare le occasioni. Vorremmo sfruttare la risonanza mediatica e di
interesse generale dell’evento, per offrire spazi su tutte le nostre piattaforme social e web per inserire elenchi, nomi, link e info utili di tutte le associazioni o enti che si occupano della violenza sulle donne. Magari non sarà determinante ma crediamo che ogni occasione sia utile per fare da cassa di risonanza alle informazioni.

Un grande lavoro, voi avete sviluppato l’idea ma non sarete soli.
Campioni della vela italiani ed internazionali offrono la loro immagine in qualità di Testimonial. Stiamo avendo buoni riscontri anche dal mondo della canzone e del teatro per verificare la possibilità di un coinvolgimento di artisti vari in qualità di testimonial. Abbiamo richiesto la partecipazione ed i patrocini all’iniziativa a Presidenza della Repubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero Pari Opportunità – Ministero dell’Interno Polizia di Stato – Marina Militare
– Guardia Costiera Capitanerie di Porto Federazione Italiana della Vela – Lega Navale Italiana – UISP/Coni, confidiamo nella loro adesione.

Questo non è il vostro primo evento, raccontaci cosa siete riusciti a organizzare negli anni passati.

La nostra Associazione è nata nel 2011 in occasione dell’alluvione che aveva devastato le Cinque Terre e il Comune di Brugnato, all’epoca avevamo organizzato una veleggiata con oltre 100 barche, che ci ha consentito raccogliere fondi per un totale di 28mila euro, con i quali abbiamo acquistato due pulmini per l’associazione Coop Gulliver di Brugnato che aveva perso tutto e abbiamo dato corso al rifacimento del campo boe di Vernazza spazzato via dall’alluvione.
Nel 2017, a seguito del terremoto di Amatrice, abbiamo organizzato una nuova veleggiata, questa volta in mare c’erano oltre 3000 barche, abbiamo raccolto 26 mila euro, trasformati in 155 kit sportivi per i ragazzi del liceo di Amatrice.

10.000 vele di solidarietà per Amatrice
10.000 vele di solidarietà per Amatrice
I pulmini frutto delle precedenti raccolte fondi

Chiudiamo questa bella intervista invitando tutti gli interessati ad iscriversi alla pagina https://www.facebook.com/groups/10000vele , chi sceglie di aderire potrà postare la propria foto o quella della propria barca.
Noi dell’Ordinario continueremo a seguire passo passo l’iniziativa e, chissà, magari il 4 luglio ci troverete su una barca a raccontarvi quello che combina questa «flotta solidale».
Grazie Stefano, ci vediamo presto!

 

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