Carrara: la camera delle meraviglie di Marco Nicoli

Nessuna insegna, nessun cartello ma una piccola porta a vetri che si apre sul Vicolo del Duomo, a pochi passi dalla chiesa di Sant’Andrea Apostolo, a Carrara.

Perché dietro quella soglia, in pochi metri quadrati, si trova uno degli angoli più singolari e sorprendenti nei quali possa imbattersi chi desidera conoscere non soltanto la storia di Carrara legata a doppia mandata con il marmo, ma anche quella fatta di uomini, mani, strumenti, passioni e curiosi oggetti di uso quotidiano che raccontano abitudini consolidate.

È la wunderkammer di Marco Nicoli, la stanza delle meraviglie dove non si compra, non si vende ma ci si ferma per osservare e ascoltare le tante storie che ogni oggetto racconta solo a chi ancora crede che il tempo abbia un valore maggiore del danaro.

Una porta sul passato

Entro a passo lento, quasi in punta di piedi e mi ritrovo in una sorta di scrigno di memorie. Ogni oggetto sembra essersi sistemato accanto agli altri secondo una logica che soltanto il collezionista Nicoli conosce.

Non si entra per cercare ma per guardare, capire e lasciarsi sorprendere.

Il mio sguardo passa dai calchi adoperati nei laboratori di scultura con le repere alle cornici decorate ai libri dedicati alla storia di Carrara, dagli strumenti degli scultori alle bottiglie di distillati d’altri tempi, dai dischi di musica classica ai piccoli oggetti della vita quotidiana, fino ad arrivare a quei centrini realizzati all’uncinetto schiacciati sotto le basi di qualche modello. Insomma, nella camera dele meraviglie c’è posto la grande storia della scultura per i centrini della nonna.

In fondo l’arte non è solo quella che viene raccontata e celebrata nei libri di storia, ma è anche dentro le stanze, nei laboratori, nelle case, nelle pause di lavoro e negli oggetti apparentemente insignificanti che accompagnano la vita di chi quella storia l’ha costruita.

Marco Nicoli raccoglie ciò che il tempo dimentica

Il custode di questo piccolo universo è Marco Nicoli, un collezionista che da anni raccoglie oggetti, strumenti, modelli e testimonianze legati alla tradizione della scultura e alla storia di Carrara. Un collezionista? No, qualcosa di diverso.

Il collezionista mette insieme mentre Marco, invece, ricompone.

Ricompone i frammenti di un mondo che rischia di andare perduto per sempre, recupera strumenti che hanno conosciuto il lavoro delle mani, modelli che hanno accompagnato la nascita delle sculture, libri che conservano nomi e storie di Carrara.

Nella wunderkammer di Nicoli, al passato non è concesso di diventare completamente passato. La sua stanza affacciata sul Vicolo del Duomo è divenuta una piccola casa della memoria, aperta solo ai curiosi e a chi decide di concedersi qualche minuto lontano dalla fretta.

Non c’è biglietto da pagare: qui c’è solo da guadagnare.

 

Dove gli strumenti degli scultori raccontano le loro storie

Uno degli angoli che più mi colpisce è quello dedicato agli strumenti utilizzati dagli scultori, perché è sufficiente guardarli per comprendere quanto sia cambiato il modo di lavorare il marmo.

Ci sono mazzuoli di ferro dolce consumati dall’uso, gradine di varie dimensioni e calchi con le repere utilizzati per riportare sul marmo i punti del modello attraverso la tradizionale macchinetta a punti.

Sono oggetti che possono sembrare misteriosi per chi non conosce il mestiere dello scultore, ma che per generazioni hanno rappresentato strumenti quotidiani, prolungamenti delle mani di uomini abituati a confrontarsi con una materia difficile, resistente e allo stesso tempo generosa.

Chissà per quante ore di lavoro quegli oggetti abbiano accompagnato artisti e artigiani: Quante sculture saranno nate sotto il loro ritmo? In quanti li avranno adoperati? Un attrezzo nuovo racconta poco ma uno consumato ha molto da dire.

La vera meraviglia è che qui il tempo rallenta

Mentre fuori da quella porta Carrara continua la sua vita, con la sua frenesia e il ricordo di una grandiosità che oggi appare come un ricordo, Nicoli ostinatamente custodisce tracce di epoche passate. È come se nella sua camera delle meraviglie si potesse trovare quello che è stato dimenticato per strada e l’anima della città.

Se passate da Carrara prendetevi un po’ di tempo e cercate la camera delle meraviglie di Nicoli.

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