Donne “energetiche”: Hannah Olmberg-Soesman

E’ donna e del Suriname la personalità energetica 2017 della comunità caraibica. Ha portato l’energia solare nei villaggi più remoti per promuovere lo sviluppo economico e sociale.

In Europa il suo nome può non dire nulla ma Hannah Olmberg-Soesman, vincitrice del Premio per la Personalità Energetica dell’anno messo in palio dalla Caribbean Community (CARICOM) è una di quelle persone che sta cambiando il volto del pianeta. Lo sta facendo con costanza e tenacia, un passo alla volta, da casa sua, il Suriname, piccolissima repubblica del Sud America, un tempo nota come Antille Olandesi. Imprenditrice dinamica con un passato di assistente sociale e una laurea in legge, Hannah Olmberg-Soesman ha messo assieme i suoi molteplici talenti per dare nuove opportunità di crescita alle comunità dell’hinterland del suo Paese. Come? Portando letteralmente la luce.

Con la Guguplex Technologies SAC, azienda no profit che ha fondato assieme al marito, Olmberg-Soesman è riuscita a portare energia pulita anche nei villaggi più remoti del Suriname sfruttando piccoli impianti autonomi ad energia solare. Il problema da risolvere non era semplice: il Suriname ha un territorio per il 20% costituito dalla costa (che riceve energia 24 ore al giorno da compagnie nazionali) e per l’80% da foreste, molte delle quali ecosistemi pluviali protetti. Molti dei villaggi interni ricevono energia solo per 4 o 5 ore al giorno da generatori diesel particolarmente inquinanti. L’indipendenza energetica che i pannelli solari hanno introdotto nelle comunità dei villaggi raggiunti dalla Guguplex ha aperto la via ad una serie di cambiamenti a catena: una migliore educazione (accesso alla Rete), a cure sanitarie laddove non ce n’erano (apparecchiature mediche funzionanti) e anche ad attività economiche su piccola scala.

Il kit di base portato in oltre 100 villaggi è elementare: un pannello solare, una batteria da 12V e un convertitore a 110/220 V. Edifici più ampi, come scuole, biblioteche, banche e ospedali, hanno invece richiesto sistemi più complessi ma altrettanto autonomi e ad impatto ambientale nullo.
Ognuna di queste piccole, localissime rivoluzioni, ha avuto l’effetto collaterale – per la verità super calcolato – di rafforzare e sostenere il ruolo delle donne nella società caraibica.
Piccoli ma significativi gli esempi: i lavori domestici hanno potuto essere distribuiti nell’arco di un’intera giornata, la conservazione del cibo ha annullato la necessità di cucinare ogni pasto, l’utilizzo di Internet ha portato istruzione e conoscenza anche a distanza.

Mano a mano che Hannah andava avanti nei suoi progetti di copertura energetica del territorio si rendeva conto che la sfida, più che economica, era sociale, anzi “olistica”, e riguardava soprattutto le donne. L’energia rinnovabile si è quindi trasformata in un veicolo per incrementare la qualità della vita al femminile. Il Suriname non è mai stato più verde. E più “illuminato”.

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