Milano Golosa, al via la settima edizione

Da sabato 13 ottobre a lunedì 15 ottobre 2018 il meglio dell’enogastronomia artigiana prende banco a Palazzo del Ghiaccio. Tra show cooking, degustazioni e incontri aperti al pubblico.

In questo primo scampolo di autunno la golosità italiana ha la sua Mecca, ed è Milano Golosa. L’appuntamento per la settima edizione è dal 13 al 15 ottobre al Palazzo del Ghiaccio di Milano per raccontare il meglio dell’enogastronomia artigianale italiana. Protagonisti rimangono gli espositori artigiani presenti per proporre un tour enogastronomico della Penisola. Piccole e medie aziende – selezionate in tutta Italia dal Gastronauta© Davide Paolini – che accompagneranno i visitatori alla scoperta di prodotti gastronomici della tradizione, spesso dimenticati e riportati al pubblico in modo nuovo. Non solo artigiani ma anche cuochi, osti, vignaioli, paninoteche saranno con loro per approfondire la tradizione di domani tra show cooking, degustazioni e dibattiti.

Accanto ai banchi degli espositori tanta cultura enogastronomica e una missione: celebrare il Panino Italiano, perfetto ambasciatore della varietà (e qualità) dei prodotti locali ed esempio di massima artigianalità. Per celebrarlo Milano Golosa ospita PaniniAmo, un’area nata in collaborazione con la Fondazione Accademia del Panino Italiano (sì, esiste!), dove il Panino sarà protagonista e, con lui, le numerose storie di vita che lo accompagnano.

Tra le curiosità di quest’anno c’è il Carmasciano, un formaggio vulcanico prodotto nell’Alta Irpinia. Sarà proposto dall’Antica Norcineria di Coreglia Antelminelli insieme al Biroldo, un salume fatto con testa, cuore, lingua, cotenne e polmone del maiale, lessati, tagliati a pezzetti, amalgamati con quadretti di lardo, sangue, sale, pepe, cannella, noce moscata, coriandolo e chiodi di garofano, insaccati nella vescica del suino, cuciti e poi messi di nuovo a bollire. Infine un omaggio alla biodiversità, con prodotti di nicchia provenienti dai contadini eroici del Rural di Rivalta di Lesignano de’ Bagni (PR) che coltivano e allevano varietà di piante e tipologie di animali ormai dimenticati come la patata quarantina, la rugna zucchella, il pomodoro riccio di Parma, l’asino Romagnolo, e la vacca grigia Appeninica. Nel gruppo, anche il Consorzio della Melanzana rossa di Rotonda e del Fagiolo bianco poverello, coltivate nel cuore del Parco nazionale del Pollino, a un’altitudine di 580 m sul livello del mare.

Le osterie racconteranno in otto show cooking aperti al pubblico i piatti dei territori di provenienza, un pezzo di storia gastronomica che rischia di diventare un’identità perduta. Ci saranno le ricette della tradizione di Cremona dell’Osteria De L’Umbreleer e quella della vicentina Gambellara dell’Antica Osteria del Castello; i sapori del Parco del Pollino come la melanzana rossa e i fagioli poverelli bianchi di Rotonda di Trattoria A’rimissa e gli 83 anni di pasta fresca della Signora Iolanda della Trattoria Iolanda Ferramosca del Salento.
Ancora la storia della Trattoria Mirta a Milano che tiene chiuso il sabato e la domenica per stare in famiglia e l’Osteria della Villetta con le verdure che provengono dall’orto delle colline della Franciacorta. Infine la tradizione della cucina emiliana e di quella romagnola rappresentate da due osterie: Osteria delle Vigne la prima e Locanda La Campanara la seconda.

Grande attenzione infine per il Pesce di Cobia di Open Blue Cobia, un pesce sostenibile, etico e salutare: c’è chi lo considera il superfood del futuro. L’azienda Open Blue Cobia è pioniera di questa forma di allevamento “secondo natura” che comporta sfide, ma anche diversi benefici per il pesce, per l’ambiente e per il consumatore. La modalità di allevamento integrato “dall’embrione alla tavola”, l’ambiente incontaminato in cui vive, il continuo monitoraggio delle acque, un’alimentazione a base di olio e farina di pesce, proteine vegetali, vitamine e minerali (senza ormoni, coloranti, pesticidi, antibiotici) fanno sì che nel Cobia la presenza di parassiti sia azzerata. Il pesce Cobia è Anisakis free e si può consumare crudo senza l’obbligo di abbattimento. La ricchezza di proprietà nutrizionali (le sue carni contengono almeno il triplo di Omega 3 rispetto a un salmone di allevamento) lo identifica come un superfood a tutti gli effetti. La sua versatilità lo rende un jolly della cucina: può essere gustato a crudo in tutta la sua croccantezza e freschezza, ma anche cotto alla griglia, al forno, in padella, brasato, fritto, al vapore o bollito.

E ancora tanti incontri di approfondimento aperti al pubblico come gli abbinamenti tra pizza e birra e, a cura della Regione Lombardia, un incontro-degustazione su “La merenda di montagna della Lombardia”, con prodotti tipici provenienti da zone montane e impervie della Lombardia.
Il programma è particolarmente gustoso e articolato, per un’occhiata più approfondita il sito www.milanogolosa.it. L’ingresso è a pagamento ma se barattate la vostra uscita settimanale con un biglietto alla Fiera, pancia e portafoglio ringrazieranno.

Il logo di Milano Golosa (Ph: Fotocru)

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