“In necessità virtù”: il festival dell’arte al limite

Ci sono storie fragili e resistenti, storie incredibili e storie “sbilenche”. Ed è proprio per raccontare queste storie che nasce “In necessità virtù”, un festival prezioso e necessario che, attraverso percorsi, spettacoli di teatro e danza, laboratori, mostre ed eventi di varia natura, prova a raccontare le condizioni di fragilità umana e di limite, attraverso uno sguardo disincantato ma non privo di coraggio.

Dieci giorni – dal 30 novembre al 9 dicembre 2018 – in cui cercare risposte ad una domanda importante: l’arte, nelle sue diverse forme, può essere un linguaggio comune e inclusivo per tutti, in grado di abbattere distanze, pregiudizi, paura e indifferenza?
Muovendosi tra diverse sedi a Bergamo e dintorni, la rassegna promossa da Sguazzi Onlus, Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) e cooperativa Il Pugno Aperto propone un calendario fitto ed eterogeneo, portando alla luce e valorizzando persone, associazioni, cooperative ed istituzioni, che lavorano sul territorio per immaginare e sviluppare percorsi sempre nuovi e significativi.

L’edizione 2018 si sviluppa intorno a quattro aree: Anch’io Teatro, storico progetto del festival, è un insieme di percorsi laboratoriali che permettono a persone di diversa età, provenienza ed abilità di creare e raccontarsi attraverso il linguaggio del teatro. Città In-visibile è il contributo artistico del festival al progetto biennale A beautiful wave in Zingonia-Verdellino, iniziativa di inclusione sociale per ragazze e ragazzi dai 14 ai 25 anni che si trovano a vivere in un contesto in cui l’accesso ad attività di tempo libero è minimo, mentre forte è il rischio di contatto con l’illegalità.

Storia Matta mette in rete le tante realtà che gravitano attorno all’ex-ospedale psichiatrico di Bergamo, con l’obiettivo di raccontare questi luoghi e questa storia alla città, sostenendone il processo di riqualificazione già in atto. Infine, Sulla Soglia è un progetto in collaborazione con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII e la Casa circondariale di Bergamo che valorizza la parola scritta, la narrazione, il racconto autobiografico come strumenti d’incontro, condivisione e cura.

Si parte con l’inaugurazione di “Transiti Inceppati” presso l’ONP Bistrò – Padiglione 15 dell’ex ospedale psichiatrico: una mostra che ricostruisce le storie delle donne e degli uomini che sono passati tra queste mura tra fine ‘800 e primi anni Settanta del ‘900, poco prima della chiusura dei manicomi, attraverso materiale e documenti dell’archivio storico dell’ex ONP di Bergamo. La mostra resterà aperta (dalle 9.00 alle 16.00) fino a domenica 23 dicembre. In programma nella giornata di apertura del festival anche l’incontro “L’arte nella riforma Basaglia”, con la filosofa Michelina Borsari e l’attore e regista teatrale Renato Sarti.

Tre appuntamenti compongono la sezione “Sulla Soglia”: nell’Auditorium di Piazza della Libertà, l’edizione straordinaria della rivista Spazi(), dedicata al tema della soglia e realizzata da una redazione composta da persone ristrette nella Casa circondariale di Bergamo, coordinate da Adriana Lorenzi, con un reading di brani interpretati dalla voce narrante di Silvia Briozzo, mentre all’interno della struttura carceraria di via Gleno va in scena lo spettacolo “Il viaggiatore” del Teatro Piroscafo, per la regia di Walter Tiraboschi con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Monguzzi, ex voce dei Mercanti di Liquore.

Le “Storie sbilenche” sono quelle raccontate dalla Compagnia Teatro dell’Argine, nell’omonimo spettacolo teatrale che completa la sezione “Storia Matta” e vede in scena anche alcuni cittadini, protagonisti di un laboratorio dedicato al tema della salute mentale. “Entrare in punta di piedi in un luogo dalle potenti suggestioni. Iniziare ascoltando i racconti di donne e uomini più e meno giovani che ne hanno percorso i sentieri, i portici, i padiglioni. O che ne hanno raccolto l’eredità, rinnovata e trasformata dalla riforma Basaglia. Racconti che dicono la bellezza, l’atrocità, la poesia, la forza, la dolcezza, l’orrore, la speranza, l’angoscia di chi a vario titolo si confronta quotidianamente con il disagio psichico. Nello spazio dell’ex Ospedale Psichiatrico gli spettatori troveranno tante valigie. Scrigni delle meraviglie, contenitori tutti diversi. Storie forti e storie fragili, storie sfidanti e storie resistenti. Ma a cui spesso manca un pezzo. Storie storte, sghembe. Sbilenche, insomma.”

Giovedì 6 dicembre tutta la giornata è dedicata ad “Anch’io Teatro”. Dalle 9.30 del mattino sino a tarda sera, al Teatro Tascabile – TTB di via Colleoni (la cosiddetta “Corsarola”, la via principale di Città Alta), installazioni, parole e incursioni teatrali dedicate agli studenti delle scuole e al pubblico.
Tre gli spettacoli teatrali del percorso “Città in-visibile”: a Dalmine (BG), viene presentato un racconto di migrazione dal Mali all’Italia –  “Buon viaggio” di Cicogne Teatro con l’attore Abderrahim El Hadiri – mentre “Costellazioni. Pronti, partenza… spazio!”, spettacolo di teatro-danza di Sosta Palmizi e i nuovi scalzi, va in scena al teatro dell’oratorio di Osio Sotto (BG).
Chiude il festival “Potevo essere io”, il pluripremiato spettacolo di Renata Ciaravino con Arianna Scommegna, di scena a Verdellino (BG) nella giornata finale del festival, domenica 9 dicembre, prima della festa di chiusura organizzata dai giovani del progetto A beautiful wave in Zingonia-Verdellino.

Tutti gli eventi sono ad offerta libera, ma è possibile sostenere il festival attraverso una donazione, con le card o con le magliette personalizzate In Necessità Virtù. Il programma dettagliato si trova su www.invfestival.it.

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