I Cavanei rivivono in una residenza artistica a Zanego

residenza artistica

I Cavanei, costruzioni in pietra da attribuirsi probabilmente ai Liguri Apuani, rivivono in un residenza artistica che Filippo Muzi Falconi ha organizzato presso l’azienda agricola Pian della Chiesa, a Zanego (Sp), nel cuore del Parco Naturale regionale di Montemarcello- Magra- Vara.

La residenza accoglie artisti italiani e internazionali provenienti da diverse discipline — scultura, pittura, ceramica e fotografia — selezionati per la rilevanza del loro lavoro rispetto ai temi della natura e dei cavanei.

Il tema dei cavanei è stato il fulcro delle attività della residenza; queste strutture sono caratteristiche del monte Caprione, dove ne sono state censite quasi 300. La loro origine risale probabilmente all’epoca degli antichi Liguri, ma la loro funzione rimane incerta e avvolta nel mistero. Alcune ipotesi li descrivono come tombe o luoghi sacri, spazi di connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, dove si portavano offerte, come frutti e doni. Secondo alcune tradizioni, l’ingresso dei cavanei veniva chiuso e riaperto solo in occasione di riti dedicati ai defunti.

Altre interpretazioni suggeriscono che siano stati usati come rifugi temporanei per pastori, contadini, animali o per custodire attrezzi. La loro storia è stratificata e mutevole: nel corso dei secoli, diverse popolazioni li hanno mantenuti, reinterpretati e riutilizzati in modi differenti.

Lo spirito della residenza è stato quello di creare continuità con questa storia. Per gli artisti coinvolti una delle chiavi di lettura più suggestive, è stata quella del cavaneo come luogo sacro, ponte tra la vita e la morte. Le attività si sono articolate in tre fasi principali. Esplorazione e ricerca: il gruppo ha esplorato il Monte Caprione alla ricerca dei Cavanei e dei materiali naturali del parco — argilla, pietra, legno, corteccia — che sono poi diventati materia prima e fonte di ispirazione per le opere. Durante questa fase è stato organizzato un incontro con lo storico e studioso dei cavanei, Gino Cabano (A.P.S. Pro Monte Caprione), che ha condotto una visita ai rifugi, situati nei pressi dell’azienda agricola. Parallelamente, gli artisti hanno costruito un forno in terra cruda per la cottura
della ceramica, realizzato interamente con argilla raccolta nel parco, ispirato ai tradizionali forni giapponesi anagama.

la costruzione del forno
la costruzione del forno

La seconda fase è stata dedicata alla creazione delle opere, realizzate principalmente in ceramica, ma anche con l’uso di legno e pietra. Le opere pur essendo individuali, restano collegate da un progetto e una narrazione comune. Un momento centrale di questa fase è stato l’accensione del forno.
La residenza si è conclusa con un rito di chiusura, ispirato alle pratiche antiche: le opere realizzate dagli artisti sono state donate simbolicamente al cavaneo, che è stato chiuso con una porta in ardesia. In questa parete di roccia gli artisti hanno lasciato incisioni e tracce. Attraverso questo gesto, il progetto riattualizza la funzione storica dei cavanei, reinterpretando in chiave contemporanea e restituendo a queste strutture una nuova vita e un nuovo significato, come è avvenuto in passato ad opera di diverse culture.

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