Storia, arte, musica, ricerca e spiritualità si fondono sul palcoscenico del 47° Festival La Versiliana, dove questa sera, martedì 4 agosto alle 21.30, Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi porteranno in scena “Francesco”, spettacolo che racconta la vita del Santo di Assisi attraverso parole, immagini e musica.
Per il giornalista e scrittore Cazzullo, San Francesco è punto di partenza di quell’umanesimo che avrebbe trovato nel Rinascimento la sua massima espressione. Un percorso che conduce alla Toscana, terra alla quale Cazzullo è profondamente legato e che sarà anche il fulcro del suo libro in uscita a settembre, “Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento”.
“Sono molto legato alla Toscana, che considero in fondo la patria morale degli italiani. È una terra che ha dato i natali a figure straordinarie come Dante e Giotto, capaci di plasmare non solo la nostra cultura, ma anche la nostra identità nazionale”, racconta Cazzullo.
“Proprio da questo legame nasce anche il mio prossimo libro, -Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento-. Sarà un viaggio alle radici del nostro Paese attraverso i grandi protagonisti del Rinascimento toscano, da Leonardo da Vinci ai Medici, da Raffaello fino agli altri geni che hanno reso questa regione un punto di riferimento per l’arte e il pensiero”.
Tra i protagonisti dell’opera non poteva mancare Michelangelo Buonarroti, al quale l’autore dedica un intero capitolo.
“Un intero capitolo sarà dedicato a Michelangelo e al suo rapporto con le cave. Lui, con il suo carattere burbero, fu capace di entrare in sintonia con i cavatori delle Alpi Apuane. Avendo un temperamento ruvido come il loro, si trovò a proprio agio tra uomini semplici ma autentici”.
Ma è proprio San Francesco a rappresentare il filo conduttore tra Medioevo e Rinascimento.
“Anche San Francesco, precursore dell’umanesimo, aveva un profondo legame con la Toscana. Promosse il rapporto diretto con Dio e pose l’essere umano, con la sua dignità, al centro del mondo. A Cortona fondò l’Eremo delle Celle, il primo convento francescano costruito fuori dall’Umbria. Proprio lì, nel 1226, tornò per dettare il suo Testamento spirituale. È uno dei luoghi più intensi della sua vicenda umana e religiosa e racconta quanto la Toscana sia stata importante anche nel cammino del Santo. Per questo portare in scena uno spettacolo dedicato a Francesco significa anche raccontare una parte fondamentale della storia e dell’anima di questa terra”.

In questa intervista Aldo Cazzullo racconta il significato universale della figura di San Francesco, il sodalizio artistico con Angelo Branduardi, il suo amore per la Toscana e anticipa alcuni contenuti del volume che arriverà in libreria a settembre.
San Francesco è una figura che appartiene solo alla fede oppure rappresenta un patrimonio universale?
“Francesco è una figura universale, appartiene a tutta l’umanità, perché ci ricorda che noi siamo i custodi della Creazione. Lui amava tutte le creature: l’acqua, l’aria, la terra, il fuoco, la luna, le stelle, il sole. Persino la morte la chiama sorella. Noi, invece, la Creazione la stiamo distruggendo.
Francesco era un uomo di pace, mentre noi continuiamo a combattere guerre. Ci ha insegnato a rispettare la dignità di ogni uomo e di ogni donna, e invece troppo spesso quella dignità, soprattutto quella delle donne, viene calpestata.
Ci sono pagine di Francesco che sembrano attualissime, scritte per il mondo di oggi. In una sua lettera rivolta ai reggitori dei popoli afferma che il potere dovrebbe essere affidato a chi non lo cerca, non lo desidera e non lo vuole. Inoltre sostiene che ciascuno dovrebbe essere remunerato non in base alla propria autorità, ma secondo il proprio lavoro.
Pensiamo a quanti amministratori delegati hanno gestito male le aziende, licenziando impiegati e operai e impoverendo le imprese. Certo, vengono mandati via, ma con milioni di euro di bonus. Significa che è stato premiato non il merito, non il lavoro, ma lo status. Francesco, invece, aveva già indicato una strada diversa.
Francesco appartiene all’umanità, ma appartiene innanzitutto a noi italiani. Per me è stato il primo italiano: è l’autore della prima grande poesia in lingua italiana, il Cantico delle Creature, ha inventato il presepe, con le sue prediche ha reinventato il teatro. Ispirando i pittori con il suo amore per il Creato ha contribuito alla nascita della pittura moderna, del paesaggio e del ritratto. È il capostipite di quell’umanesimo cristiano che rappresenta il più grande dono che noi italiani abbiamo offerto alla civiltà”.
Lo spettacolo è costruito insieme ad Angelo Branduardi. Come nasce questo sodalizio artistico e cosa aggiunge la musica al racconto?
“Lo spettacolo è costruito in questo modo: io racconto la storia di Francesco, tratta dal mio libro, che ha superato le 300.000 copie vendute ed è stato il libro più venduto del 2025 dopo quello di Dan Brown. Angelo Branduardi, invece, dà voce a Francesco, canta e suona le canzoni che ha composto ispirandosi proprio alle parole del santo.
Il Cantico delle Creature era una canzone: aveva una musica, che purtroppo è andata perduta. Mi piace però immaginare che fosse simile a quella che Branduardi ha composto per questo spettacolo. Non c’era un artista italiano migliore di lui per mettere in musica e raccontare al pubblico la storia di San Francesco.
Durante lo spettacolo si ride, si piange e ci si emoziona. Credo che, tutto sommato, il risultato sia stato raggiunto”.
Lei riesce a raccontare personaggi complessi a un pubblico molto ampio. Qual è il segreto per rendere la storia accessibile senza semplificarla troppo?
“Il segreto è racchiuso nell’espressione latina De te fabula narratur: la storia parla di te, sei tu il protagonista.
Parlando di Francesco è più facile, perché io lo considero il primo italiano, il fondatore dell’identità italiana. In ogni famiglia c’è almeno un figlio di Francesco: non necessariamente un frate francescano, ma una persona che porta il suo nome o che gli è particolarmente devota.
Penso che il lettore o lo spettatore comprenda che questa storia lo riguarda direttamente: lo riguarda come essere umano, come italiano e anche come toscano.
Io considero la Toscana la patria morale degli italiani. L’Italia è uno Stato relativamente recente, ma come nazione esisteva già da secoli, perché era nata dall’arte, dalla bellezza e dalla cultura. L’Italia è nata in Toscana. Non a caso parliamo il toscano: la lingua italiana è il toscano.
C’è un filo che unisce il Rinascimento, Giotto, Dante e, in parte, anche San Francesco. È vero che Francesco era umbro, ma fondò il suo primo convento fuori da Assisi proprio in Toscana, a Cortona; liberò Arezzo dai demoni secondo la tradizione ed è stato anche a Firenze. Ha percorso la Toscana in lungo e in largo”.
Negli ultimi anni ha dedicato molti libri ai grandi protagonisti della storia italiana. C’è una figura che sente di non aver ancora raccontato come vorrebbe?
Ci tenevo molto a raccontare la storia dei grandi protagonisti del Rinascimento. Per questo ho scritto un nuovo libro, che uscirà a metà settembre, intitolato Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento.
Ci sono capitoli dedicati ai Medici, a Leonardo da Vinci, a Michelangelo Buonarroti, a Raffaello e a Ludovico Ariosto. Il filo conduttore è l’attualità del Rinascimento. Siamo sempre lì: l’umanesimo rappresenta l’antidoto a questo mondo post-umano, dominato dall’omologazione, dall’intelligenza artificiale e dalla progressiva sostituzione dell’uomo con la macchina.
L’umanesimo, che nasce con San Francesco e raggiunge la sua massima espressione nel Rinascimento toscano, è il vero antidoto contro questo mondo post-umano che qualcuno vorrebbe costruire”.
Questa sera, martedì 4 agosto, alle ore 21.30, nel grande teatro all’aperto della Versiliana a Marina di Pietrasanta. Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi accompagneranno il pubblico in un viaggio intenso tra storia, fede, poesia e musica, alla scoperta di un San Francesco, così vicino alla sensibilità contemporanea.
Uno spettacolo che permette al pubblico di riscoprire le radici della nostra identità culturale attraverso le parole di uno dei più grandi protagonisti della storia italiana.

