Turandot, l’opera incompiuta di Puccini, è stata scelta per inaugurare la 72ª edizione del Festival Puccini a Torre del Lago. Il cuore della principessa di ghiaccio è tornato a scioglersi davanti a un pubblico da sold out.
In quel teatro, costruito a pochi passi dalla casa del maestro, dove ancora riposano le sue spoglie e quelle dei suoi cari, l’emozione è garantita. Soprattutto quando a interpretare i personaggi principali di un’opera come la Turandot ci sono la soprano Anna Pirozzi e il tenore Roberto Alagna.

Anna Pirozzi regina assoluta della scena
Nei panni della gelida principessa cinese la celebre soprano Anna Pirozzi, interprete con una voce potente e con una presenza scenica tanto imponente quanto emozionante. Padrona della scena, ha catturato l’attenzione degli spettatori dal primo momento che è comaprsa sulla scena.
Uno dei momenti più intensi è stata ‘In questa reggia’, l’aria del secondo atto in cui Turandot racconta il dolore nascosto dietro la sua crudeltà. La principessa svela il perchè odia così tanto gli uomini. Dietro il suo gelo c’è la volontà di vendicare un’antenata rapita e uccisa: Turandot vuole trasforma il dolore in una sfida mortale.
È un’aria che richiede una voce intensa, drammaticha che possa al contempo trasmettere un senso di orgoglio profondo e rabbia mischiata alla ffragilità. Anna Pirozzi ha regalato un momento magnifico ed emozionante al pubblico. La sua è una Turandot sì distante e fredda ma anche schiava delle proprie ferite.

Roberto Alagna e quel ‘Nessun dorma’ che tiene tutti con il fiato sospeso
Accanto a lei, nei panni del principe Calaf, l’acclamato Roberto Alagna che ha ammutolito il pubblico con ‘Nessun dorma: l’aria più celebre di tutte le opere composte da Puccini.
Quando nel terzo atto sono risuonate le parole “Vincerò!”, il pubblico ha reagito con un applauso lunghissimo. Quel momento entrato nell’immaginario collettivo ha una forza incredibile, soprattuto se viene interpretato da un tenore del calibro di Alagna.
Il Calaf di Alagna è appassionato, struggente ed è riuscito a far arrivare al cuore del pubblico il fatto che sia disposto a sfidare la morte pur di conquistare l’amore.

Turandot memorabile
Questa prima della Turandot del centenario non ha inseguito a tutti i costi l’effetto sorpresa ma ciò che l’ha resa apprezzabile è la forza delle voci e la capacità degli interpreti di dare anima a personaggi grandiosi.
Puccini non ha mai scritto la parola fine allaTurandot, lasciando una delle opere più affascinanti della storia con una ferita aperta, al punto in cui muore Liù. Il compositore Franco Alfano portò a termine il lavoro, usando gli appunti lasciati dal maestro.
La serata di ieri, sulle rive del lago di Massaiuccoli, rimarrà nel cuore di tutti quelli che hanno avuto modo di vedere la principessa di ghiaccio sciogliersi per amore.


