Ma quand’è che un musicista ride? Elio lo racconta a teatro

Si spengono le luci in platea e cala il silenzio. Appena il palco viene illuminato si ci ritrova con tutte le scarpe dentro un dipinto di Magritte dove a farla da padrone sono le nuvole.

Quale cantante e attore può essere tanto surrealista quanto il pittore belga? Non c’è possibilità di sbagliare: Elio è l’unica risposta possibile.

‘Elio. Quando un musicista ride’ foto di Dalle Luche

Compare sul palco assieme a una band di giovanissimi talenti. Ciascuno di loro indossa un completo giacca, panciotto e pantaloni di un colore diverso dell’arcobaleno. Inizia così il nuovo spettacolo ‘Elio. Quando un musicista ride’ per la regia di Giorgio Gallione che mette assieme cabaret, musica e il disincanto.

Sì perché in un momento così intenso come quello che stiamo vivendo oggi, per tornare a sorridere c’è un estremo bisogno di surrealismo, ironia e degli spunti geniali stravaganti ripresi dal teatro italiano di Dario Fo.

‘Elio. Quando un musicista ride’ foto di Dalle Luche

Il palco del Teatro della Versiliana si riempie di musica, parole e gag che sospendono il pubblico in un’atmosfera a metà tra l’onirico e il paradossale di un Elio in grande forma. Sembra per lui gli anni non passino mai mentre sul palco canta e legge improbabili racconti al pubblico che chiama ‘cari bambini’.

Poeteggia in musica e racconta senza dimenticare i grandi che l’hanno preceduto: da Jannacci a Giorgio Gaber, arrivando a ‘la gallina’ di Cochi e Renato.

‘Elio. Quando un musicista ride’ foto di Dalle Luche

Sullo sfondo vanno e vengono i dipinti di Renè Magritte e a qualcuno è concesso di rimanere più a lungo di altri. Così Elio e la sua band si ritrovano sotto l’attento sguardo del ‘Falso Specchio‘ con quella grande iride che funge da finestra circolare sul cielo attraversato dalle candide nuvole. Un grande occhio che si spalanca per osservare il cielo o solo lo specchio del cielo che l’occhio percepisce? Chissà.

Certo è che la versione proposta dell’uomo con la bombetta su palco ha una nota di originalità con quel cappello in stile steam punk e le nuvole che non si comprende se escano dal suo cervello o dagli occhi.

Nell’era in cui imperano gli smartphone, Elio torna al telefono con la cornetta per parlare con un personaggio di cui pure ignora l’identità.

‘Elio. Quando un musicista ride’ foto di Dalle Luche

Il pubblico divertito ride e si lascia trasportare nel mondo di Elio dove ancora c’è spazio per un’ironia capace di mettere in moto i pensieri senza mai scadere nel tugurio fin troppo frequentato della volgarità a tutti i costi.

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