L’attualità senza tempo de I Nomadi amata anche dai giovani

I Nomadi al Mediceo Festival
La band dell’indimenticabile Daolio fa sold out al Mediceo live Festival di Seravezza, sul palco anche Spalletti. di Piero Lombardi – Grande serata di musica al Palazzo Mediceo di Seravezza sotto un cielo d’estate nella splendida e avvolgente cornice delle Alpi Apuane. Sul palco i Nomadi, una band che ha fatto la storia della musica italiana e che ha resistito nel tempo grazie a un pubblico affezionato disposto a spostarsi per seguire i concerti, proprio come veri “nomadi”. Nati agli inizi degli anni ‘60 da Beppe Carletti e dal mitico e mistico Augusto Daolio – artista poliedrico, prima voce del gruppo e anche scrittore e pittore di un certo spessore, scomparso prematuramente – in Italia i Nomadi sono un gruppo musicale che coinvolge generazioni intere, persone cresciute in quegli anni, ma anche tanti giovani, che amano una musica che libera la mente, ma fa anche riflettere. Nel 2023 I Nomadi hanno celebrato i 60 anni di attività e sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’ultimo album, “Cartoline da qui”, è uscito nel maggio 2023 insieme a un cofanetto e alla realizzazione di un documentario trasmesso su Rai 2 e Raiplay nel gennaio 2024 dal titolo “Nomade che non sono altro”. Con Daolio che è – ed è rimasto – con le sue canzoni “la voce” per eccellenza del gruppo, i brani evergreen dei Nomadi affrontano temi importanti, che, anche se datati sulla carta, sono più che mai attuali: basta ascoltare ad esempio ‘Auschwitz’, sul tema della memoria o ‘Il Vecchio e il Bambino’, sul tema del nucleare, per ritrovarsi nella realtà che i telegiornali propongono purtroppo ogni giorno. La scaletta dei Live tour, con una media di 90 concerti all’anno, ripercorre i loro successi, dai brani storici a quelli più recenti, riproposti anche sul palco del ‘Mediceo Live festival’, tutto esaurito per l’occasione.  
I Nomadi al Mediceo Festival
I Nomadi al Mediceo Festival
A Seravezza il concerto inizia alle 21.40 con ‘Contro’, brano che affronta il tema delle barbarie e delle atrocità di tutte le guerre, subito seguito da ‘Noi non ci saremo’ e ‘La Coerenza’. Poi partono i classici: ‘Gli aironi neri’, ‘Tutto a posto’, ‘Dove si va’, ‘Il Fiore nero’, ‘Libertà di volare’, ‘Mille anni’ e ‘Good bye’. Il pubblico non riesce a stare seduto, soprattutto sulle note di ‘Auschwitz’ o ‘Il Vecchio e il Bambino’ o sull’omaggio a Daolio con il brano strumentale ‘Suoni’. L’impegno civile dei Nomadi, che sul palco del Mediceo hanno portato bandiere “free Palestine” e che, negli anni, si sono sempre contraddistinti per opere umanitarie e di solidarietà (come quando nel 2012 Beppe Carletti organizzò una raccolta fondi per la ricostruzione dei reparti danneggiati degli ospedali di Carpi a Mirandola a causa del terremoto ndr.) si fa musica, con tantissimi altri classici. In tutto sono ben 25 i brani eseguiti durante la serata. La parte finale del concerto è un inno alla vita, con ‘Io voglio vivere’ e ‘Canzone per un’amica’ sul tema degli incidenti stradali. Prima dell’ultima canzone anche un piccolo fuori-programma: sale sul palco Luciano Spalletti, ex Ct della Nazionale per complimentarsi con la band e con la sua solita ironia esclama: “Voi siete veramente bravi, al contrario di me che con la Nazionale di calcio ho fatto una figura di m..da!”. Il concerto termina attorno alla mezzanotte e il saluto al pubblico non poteva non essere sulle note di ‘Io Vagabondo’. Una serata di grande musica, oltre due ore di live, ma qualcuno, tra i fan, ha sentito la mancanza di qualche altra hit tra le oltre 400 canzoni di repertorio a disposizione dei Nomadi. Si sa, alla Bellezza non si vorrebbe mai dar fine.

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