Rubrica: Le Storie della porta accanto (cap. 3). Via?Per via marittima.

«Chi male capisce, peggio risponde.»

(Proverbio popolare)

Ciao carissimi lettori, pronti per una nuova storia della porta accanto?

Tecnologia, informatica, portali web e chi più ne ha più ne metta. Tutto o quasi tutto può essere fatto on line: pagare una multa, iscrivere il figlio a scuola, richiedere un certificato. I più tecnologici sfruttano tutti i vantaggi che le innovazioni moderne possono offrire, eppure credetemi sono ancora molti quelli che non vogliono abbandonare la vecchia, cara e tradizionale carta e scelgono la via più «impervia» della compilazione del modulo cartaceo.

Oggi vi parlerò di lui, diciamo che si chiama Valter. (Come ormai avrete capito i nomi sono tutti di fantasia, i personaggi e i fatti così come ve li racconto sono assolutamente reali.)

E’ fuori dalla porta ancora prima dell’orario di apertura: borsello a tracolla, camicia aperta, una bella abbronzatura, nel complesso un bell’uomo.

Entra nell’ufficio e inizia a parlare. Parla del tempo, della politica, della casa, della famiglia, è uno di quelli che ha una voglia assoluta di raccontarti tutto di sé. Così, tra un discorso e l’altro, scopro che ha appena acquistato una casa nel nostro comune,che ha appena fatto la domanda per ottenere la residenza e che di mestiere fa il marittimo.

«Chissà quanto la sfrutterò questa casa nuova – commenta – sono sempre fuori. Glielo ho detto che navigo?»

Sì, me lo hai già detto, penso tra me e me. Quello che ancora non mi hai detto è quello di cui hai bisogno.

Tra una frase e l’altra finalmente riesco a chiedergli come posso essergli di aiuto.

«Devo iscrivermi alla tassa per la raccolta dei rifiuti ma ho bisogno del suo aiuto per compilare il modulo.»

«Può anche farlo on line» gli suggerisco.

«No, guardi lo voglio fare a mano, è più sicuro. Così ho la certezza che lo registrate.»

Perfetto, siamo di fronte al classico diffidente (chissà dove finisce il modulo online, chissà se questi lo leggeranno mai e via dicendo)….Prendo una copia in bianco della dichiarazione che dovrà compilare e inizio a fargli le domande di rito: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale. Avrei potuto farla compilare a lui, ma chissà perché avevo il sospetto che non sarebbe stata un’operazione veloce. Fuori c’erano già altre persone e percepivo chiaramente il malessere di chi non aveva alcuna voglia di attendere.

Ogni sua risposta è accompagnata da commenti, non riesce assolutamente a rimanere nel contesto per il quale deve rispondermi.

Proseguo: da quando occupa quella casa, professione e poi, proprio alla fine, gli chiedo: via?

Sgrana gli occhi e risponde: via mare, è ovvio. Allora non ha capito che sono un marittimo! Via mare, a volte Mediterraneo a volte Ionio.

Oddio, non posso farcela, penso. Respiro e chiedo: In quale via va ad abitare? Questo intendevo.

Mentre termino di compilargli la domanda confido che la medaglia di personaggio del
giorno l’abbia vinta assolutamente lui, anzi lo spero, perché se fuori ce ne sono altri, io
alle 14 non ci arrivo!

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