Cinzia, dalla disoccupazione alla micro-impresa domestica di dolci

Quando un hobby diventa un lavoro. Le micro-imprese domestiche di successo che fanno tremare il mercato.

Cinzia Argenti è moglie e mamma di due figli, Clara Emma e Alex, che nel 2015 ha perso il lavoro. Ha sempre avuto la passione per la cucina, soprattutto per i dolci, che faceva per la famiglia e per gli amici. Gli stessi amici che, spesso, le chiedevano torte di compleanno. Appena ha perso il lavoro ha deciso di provare a trasformare una passione in un’attività che le consentisse di avere un reddito. Cercando informazioni su internet ha avuto la fortuna di imbattersi subito in «Cucina Nostra», un’associazione no profit che si occupa proprio dell’ apertura di micro-imprese domestiche alimentari. Dopo anni di difficoltà – purtroppo non è semplice né veloce aprire questo tipo di attività – oggi Cinzia produce pasticceria con il nome di Ciri Cakes, è soddisfatta e sta ampliando sempre di più il proprio giro di clienti.

L’abbiamo incontrata nella sua cucina professionale e ci siamo fatti raccontare tutta la fatica fatta prima di arrivare al traguardo.

“Navigando in rete ho scoperto questa associazione, che è l’unica in Italia ad offrire consulenza e servizi per chi decide di aprile una micro impresa domestica. Ho da subito visto il mio progetto, il mio traguardo, sapendo con certezza, per la prima volta nella vita, cosa avrei voluto fare. Era il 2016 e il mio percorso purtroppo si è subito arrestato. Come per ogni attività, i locali dovevano essere conformi e lì ho scoperto una bella eredità lasciatami insieme all’acquisto della casa avvenuto 7 anni prima. Mancava un documento importante e,  per nuovi vincoli subentrati sul territorio, sono riuscita a regolarizzare la mia posizione solo un anno e mezzo dopo. Un’ altra forse avrebbe abbandonato l’idea, soprattutto vista la necessità che avevo di lavorare, ma mi sono detta: Cinzia, non sei vecchia, ma questa potrebbe essere l’ultima occasione per fare quello che ti piace e magari farlo per tutta la vita!. Così nel frattempo ho portato avanti ciò che potevo, corsi necessari per l’apertura, contatti, progetti, sempre con l’aiuto fondamentale dello staff di Cucina Nostra e successivamente anche di Confartigianato La Spezia. Non ho desistito per me, ma anche per la mia famiglia che mi ha appoggiato fin dal primo momento in questa scelta. Non ho desistito anche per i miei figli, per insegnare loro che i sogni vanno inseguiti e che gli ostacoli si superano. A proposito, il nome, tra i tanti che ho proposto, l’ha scelto mia figlia. Da piccola in molti mi chiamavano Ciri e da questo ricordo è nato il nome Ciri Cakes”.

Ma cos’è una microimpresa domestica alimentare?

“Una Micro-impresa domestica alimentare è prima di tutto un’impresa a tutti gli effetti, soggetta quindi a regole fiscali e igienico sanitarie come tutte le altre. Ciò che la differenzia è ovviamente il luogo di lavoro, il laboratorio, che coincide quasi sempre con la cucina domestica, come nel mio caso. Dico quasi perchè qualcuno, in realtà molto pochi, ha organizzato il laboratorio in una stanza della casa che non veniva utilizzata. Ovviamente la cucina va trasformata, il locale va messo a norma, rendendo le pareti lavabili, chiudendola con pareti in caso di open space, cambiando la rubinetteria che non deve essere manuale. Stessa cosa va fatta anche per i servizi igienici.. Ciò che si produce si può vendere ai privati o ad altre attività. Va rispettata tutta la normativa in vigore per le imprese alimentari, quindi rilevazione giornaliera delle temperature del frigo, va tenuto un manuale di autocontrollo in cui viene scritto tutto quello che riguarda la produzione e i locali di produzione. Siamo ovviamente sottoposti come gli altri ai controlli dell’ASL, tra l’altro qui da me sono capitati a 2 mesi dall’apertura ed hanno trovato tutto perfetto. C’è una regola in più per una micro-impresa domestica, non ci può essere assolutamente promiscuità quindi quando si produce, la cucina è adibita solo ad uso laboratorio ed è off limit al resto della famiglia”.

Cosa è possibile acquistare e come si fa ad acquistare i tuoi prodotti?

“Io produco pasticceria fresca, dolci da forno e un po’ di salato. Un vero e proprio cavallo di battaglia non ce l’ho, anche se in molti mi cercano soprattutto per le torte di cake design adattabili per tutte le occasioni e che ho realizzato già anche per matrimoni, con grande soddisfazione. A volte riguardo le foto e penso: l’ho fatta proprio io? Solo due anni fa non l’avrei neanche immaginato…
Un dolce a cui sono più affezionata c’è ed è la torta Clara, una mia ricetta che fa impazzire mia figlia, per questo l’ho chiamata come lei ed è anche una delle torte più richieste a base di pan di spagna, ricotta e fragole.
Ovviamente essendo una micro-impresa domestica non ho una rivendita e fondamentalmente lavoro con il passa parola. La mia vetrina poi sono i social, fondamentali per noi micro-imprenditori. Ho una pagina Facebook (Ciri Cakes) e un profilo Instagram. Ricevo ordini tramite messaggi dalla pagina, tramite WhatsApp o messenger, insomma è un modo proprio nuovo di lavorare. L’idea è di cominciare a proporre i miei prodotti anche a negozi di alimentari, bed & breakfast e bar, soprattutto i biscotti e i dolci da forno. Durante le feste di Natale ho organizzato anche delle confezioni regalo con dolci e piccola oggettistica”.

Il tuo prossimo obiettivo?

“L’obiettivo è quello di crescere e di farmi conoscere sempre di più ma soprattutto di far capire la differenza che c’è tra un micro-imprenditore domestico e chi invece produce alimenti in casa in nero, senza regole e controlli, molti infatti ancora non sanno che questa è una vera e propria attività”.


In Italia la prima micro impresa domestica è nata solo nel 2014, oggi in totale le imprese attive e regolarmente registrate nel portale di Cucina nostra sono 47, presenti soprattutto nel Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia). Sul piano normativo, per l’apertura di una IAD (Impresa alimentare domestica) occorre far riferimento al Regolamento CE 852/2004, Allegato II, Capitolo III (igiene dei prodotti alimentari), al Regolamento CE 1169/2011 (etichettatura alimentare) e al Regolamento CE 178/2002 (rintracciabilità degli alimenti). Occorre inoltre essere iscritti alla Camera di Commercio, avere una Partita IVA ed essere iscritti all’INPS (solo dopo aver aperto la Partita IVA). Infine è richiesta la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), da presentare allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune dove sarà svolta l’attività di microimpresa. La ASL di competenza verificherà il possesso e la veridicità dei requisiti della cucina (o dei locali di produzione) dichiarati nel progetto e nella SCIA presentata in Comune e rilascerà il permesso necessario per iniziare a sfornare torte, ciambelloni, biscotti e altri prodotti alimentari con cui iniziare a guadagnare come micro-impresa. Chi volesse maggiori informazioni o avesse voglia di trasformare la propria passione per la cucina in un lavoro vero e proprio, può visitare il sito di Cucina Nostra o guardare questo video:

Chi volesse contattare Cinzia Argenti può farlo attraverso la sua pagina facebook o chiamandola al numero 347 8434812.

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