Una guida turistica attraverso il tempo, incontriamo Sveta a Mosca.

Conoscere gli angoli più nascosti di una città, capire come pensano e cosa provano le persone che vivono o hanno vissuto in determinati luoghi. Camminiamo per Mosca con Sveta e andiamo a conoscere non la storia, ma le storie che si nascondono tra i vicoli e le grandi strade della megalopoli russa.

 Esistono modi differenti di essere guida turistica, diverse modalità che trasmettono ai viaggiatori esperienze che vanno dal semplice osservare ad un modo più ‘etico’ di conoscere un luogo. Abbiamo incontrato Sveta (diminutivo di Svetlana), guida di Mosca. Lei quando vede una città pensa ai suoi abitanti, come comprano il pane, come si incontrano e vanno a lavorare. Sveta vede le persone passeggiare lungo i marciapiedi e soffermarsi negli androni, osserva i bambini giocare nei cortili attraverso i secoli e cerca di trasmettere questo durante le sue escursioni. I partecipanti conosceranno la città tramite la vita dei suoi abitanti.

Le abbiamo chiesto di portarci in uno dei suoi posti preferiti. L’appuntamento è appena fuori dalla metropolitana nella centrale via Tverskaya; camminiamo per poche centinaia di metri e la città cambia, le strade a 5 corsie si trasformano in tranquille vie di periferia, il rumore delle auto si attutisce fino quasi a scomparire. Arriviamo al bar prescelto: ‘dei poeti ma non solo’, vediamo una porta nera che scende nelle cantine di un tipico palazzo moscovita di mattoni rossi. Si apre un mondo. Entriamo in un circolo di attori e appassionati di letteratura dove non si paga la consumazione, ma il tempo trascorso, ci sediamo e iniziamo l’intervista. Sveta ci ha portato dentro la sua passione, i piccoli luoghi nascosti che non si mostrano ad un osservatore distratto, bisogna fermarsi e capire che quell’ entrata dipinta di nero non è una porta come le centinaia che si vedono in tutte le città, ma un luogo dove le persone si incontrano e creano attraverso l’immaginazione.

Chiediamo a Sveta come ha iniziato, cosa significa per lei fare la guida turistica. Lei ci descrive il suo lavoro con passione e prima di iniziare ci indica una bocca di lupo: in questo bar non ci sono finestre, solo piccole aperture dove la luce non riesce nemmeno a penetrare, si può osservare senza essere visti e il paragone è con il protagonista del romanzo di Bulgakov “Il Maestro e Margherita”. La descrizione della stanza dalla quale il Maestro osservava il mondo esterno è esattamente la stessa, si vedono solo le scarpe delle persone e si immagina tutto il resto. E’ durante gli anni universitari che Sveta ha capito che la sua vita non poteva trascorrere dietro ad una cattedra ad insegnare o spendere giornate intere a correggere i compiti degli studenti, non voleva essere responsabile dei successi o dei fallimenti di qualcun altro.

Cerca quindi in internet un lavoro estivo per avere un minimo di indipendenza economica; trova che il museo privato dedicato a Michail Bulgakov è alla ricerca collaboratori per il periodo estivo in modo da coprire le ferie dei propri dipendenti. Sveta ci racconta che è stata una grandissima fortuna lavorare per loro, non era solo per lo stipendio, veniva pagata per fare ciò che le piaceva, parlare di Bulgakov e condividere le proprie idee. I visitatori erano di tutti i livelli culturali e di ogni estrazione sociale; poteva venire un abitante dell’estremo nord, in città per altri motivi, curioso di vedere ciò che aveva studiato a scuola, venivano scrittori famosi, semplici curiosi e scolaresche. L’ambiente era molto informale e nonostante il piano fosse di lavorare solo per i tre mesi estivi, l’esperienza durò un anno e mezzo.

Sveta ci spiega che questo periodo nel museo ha definito meglio la sua idea di lavoro: non voleva andare in ufficio tutti i giorni, c’era una città immensa là fuori e le piaceva organizzare il proprio tempo in libertà. Nel frattempo si laurea in Letteratura Russa e la passione per l’insegnamento la porta sulle strade di Mosca. All’età di 21 anni Sveta aveva ben chiaro il suo percorso lavorativo. Negli anni successivi si alternano diversi lavori finchè nel 2016 una sua amica le chiede di organizzare un tour in Patriarch Ponds per un gruppo di 40 persone: l’atmosfera creatasi era piacevole e stimolante e il tour si concluse con un’estrema sensazione di felicità e un profondo orgoglio per ciò che aveva realizzato. Sveta aggiunge: «non ho mai smesso di fare questo lavoro, mi piace mostrare alle persone la mia città e raccontare curiosità legate ai luoghi».

Il centro di attenzione di ogni tour che Sveta pensa e organizza è composto da tutti i piccoli angoli che chiunque vede quotidianamente senza mai soffermarsi a guardare. «La mia prima passione è la letteratura, quindi mi piace far vedere alle persone i luoghi famosi della letteratura russa, dove sono ambientati i più grandi romanzi di Pushkin o Bulgakov. I posti cartolina non mi piacciono e non voglio mostrarli, non significano nulla, sono senza anima. Mi piace mostrare i posti vicino ai luoghi turistici, la vita vera è lì», continua specificando: «A Mosca la maggior parte delle guide mostrano solo le vie principali, ma viviamo in una delle più belle città al mondo e non la conoscono nemmeno i locali. Camminare attraverso i vicoli è come viaggiare con la macchina del tempo, basta entrare in un cortile o in una piccola porta e si scopre un mondo differente che non è stato creato per altri, ma per la vita quotidiana.» Ci spiega inoltre che è da sempre molto interessata agli spazi comuni, l’architettura e le costruzioni sono fatte per le persone, e dalle persone nascono le storie quotidiane che la affascinano. Non sapeva di avere questa curiosità, non ha studiato architettura, ma è molto interessata ai vari stili di costruzione e questo è ciò che vuole trasmettere: «Mi piace raccontare le piccole storie quotidiane che si sono svolte in città nel passato, descrivere la vita quotidiana della gente che ci vive o tramite le storie raccontate in letteratura.» Ci spiega che le vite normali possono essere comprese da chiunque perchè ci mostrano eventi vicini alla quotidianità di tutti noi e si possono comparare con la propria esperienza. «Spesso passiamo accanto a muri, vicoli o semplici angoli che sono stati protagonisti della storia e non ci facciamo caso. Sono stata a Praga per un viaggio, patrimonio mondiale dell’umanità per l’UNESCO, quando viaggio mi piace osservare i luoghi e immaginare come le persone vivevano nel passato. Io non sono abituata ai piccoli vicoli, a Mosca non esistono, mentre camminavo per il centro storico hanno iniziato a suonare le campane della chiesa, il momento è stato molto intenso, mi sono immaginata le persone uscire dalle proprie case per andare a messa e quanto a quei tempi poteva essere stato emozionante, ho capito perchè le persone erano religiose. Camminare per le viuzze per arrivare d’improvviso nella grande piazza con la chiesa è un’esperienza che ancora oggi mi fa battere il cuore. Il suono delle campane nei vicoli era molto chiaro, più che se io fossi stata in piazza. Ogni pietra in città può raccontarti una storia, guardo la città e penso agli abitanti.»

Concludiamo l’intervista chiedendo a Sveta i suoi progetti ha per il futuro e cosa vorrebbe aggiungere ai propri tour. Risponde che spesso pensa di pianificare nuovi tour, ma vorrebbe aggiungere qualcosa di più alla semplice visita. Le piacerebbe che le persone si ponessero delle domande e che successivamente nascessero delle discussioni e riflessioni in merito perchè è importante trasmettere un’esperienza. Ha inoltre il desiderio di creare dei laboratori storici dedicati alle guide turistiche, non solo per illustrare il metodo, ma soprattutto per insegnare a fornire una visione della città che vada oltre alla semplice passeggiata. Infine, le piacerebbe invitare guide da altre città in modo da condividere punti di vista differenti. Sveta sta inoltre cercando di pianificare e sviluppare tour turistici inconsueti come escursioni di danza per ballare in luoghi singolari come negozi storici o spazi pubblici, vorrebbe insegnare alle persone a percepire i posti e non solo conoscerli, solo così possono poi decidere se vogliono capirne di più o non ne sono interessati.

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